Nasce la fattoria sotto il mare. Ostriche ’sospese’ anti-granchio blu: "Molluschi e alghe, nozze green"
Michele Mistri, prof del dipartimento di scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie, con i suoi ’ragazzi’
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Li chiama i suoi ragazzi e loro, oltre quel vetro, lo guardano. Le tenaglie alte, pronte a colpire. "Era il 2018, facemmo la prima segnalazione di una femmina di granchio blu con uova sul nostro litorale", va con la memoria ad un passato recente e amaro per i pescatori Michele Mistri professore del dipartimento di scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie dell’Università.
E’ lui il coordinatore del progetto che ha creato una Blue-farm, una fattoria blu, del mare, una fattoria a prova di granchio blu. In quella fattoria, dentro alcuni contenitori che oscillano nell’acqua, ci sono le ostriche. "Sono ceste a maglie strette con un materiale che le tenaglie non riescono ad intaccare, proteggono il seme delle ostriche. Quando sono piccole i granchi blu riescono a rompere i gusci, che diventano ben più resistenti quando l’ostrica raggiunge una certa pezzatura, quando è grande". Ma in questa Blue-farm non ci sono solo le ostriche. "Il progetto nasce per dare una risposta concreta a una delle emergenze più rilevanti per le Valli di Comacchio, mettendo insieme sostenibilità ambientale, innovazione e nuove prospettive economiche per il territorio", sottolinea Michele Mistri. Fianco a fianco alle ostriche ci sono le alghe per un sistema virtuoso di coabitazione, un progetto green che dà anche una mano all’ambiente. Il titolo, un po’ articolato. Suona così ’Policoltura integrata di macroalghe e ostriche triploidi in sistema in sospensione basculante’, è coordinato dalla nostra università attraverso il laboratorio Terra e AquaTech con il sostegno dell’Unione Europea e si sviluppa nell’area del Galpa Costa Emilia-Romagna, a Comacchio. "Ostriche e macroalghe convivono nello stesso ambiente svolgendo funzioni complementari – spiega Luisa Pasti, professoressa del dipartimento di scienze dell’ambiente e della prevenzione –. Le ostriche filtrano particolato e fitoplancton, mentre le macroalghe assorbono azoto e fosforo disciolti, contribuendo a migliorare la qualità delle acque e a ridurre i fenomeni di eutrofizzazione". "Le macroalghe svolgono un ruolo importante nel sequestro del carbonio, assorbendo Co2 attraverso la fotosintesi e contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici", aggiunge Cristina Munari, professoressa del dipartimento di scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie. L’elemento innovativo è il sistema in sospensione basculante, quei contenitori a maglie strette che impediscono al granchio blu di dare l’assalto alle ostriche. "Il sistema viene testato in tre siti sperimentali delle Valli di Comacchio, con il coinvolgimento di pescatori e cooperative, protagonisti nella gestione degli impianti e nel monitoraggio. Una stretta collaborazione tra ricerca e operatori del settore, pensata per trasferire rapidamente l’innovazione al territorio", spiega il professor Mistri che entra nei dettagli della convivenza tra ostriche e alghe. "Le alghe utilizzano come nutrienti i cataboliti delle ostriche, le sostanze di scarto prodotte con il metabolismo e rilasciate nell’ambiente. Così facendo evitiamo l’arricchimento di nutrienti, che si traduce con l’eutrofizzazione della laguna". E si spinge un po’ oltre: "E’ vero che le vongole prosperano solo sul fondale, ma nulla esclude di adottare in futuro questo sistema per salvarle dalle tenaglie del granchio blu".
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