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La famiglia di Matteo dona oltre 4mila euro all’ospedale di Rimini: “Nostro figlio non è cenere ma vita moltiplicata”

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24.04.2026

La raccolta di fondi per l'ospedale di Rimini della famiglia Brandimarti, dove il piccolo Matteo è morto dopo 4 giorni di agonia a seguito delle ferite riportate nella vasca idromassaggio di un hotel

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San Benedetto (Ascoli), 24 aprile 2026 – Domani pomeriggio alle ore 17, nella Chiesa di San Pio X, a San Benedetto, il parroco don Ulderico celebrerà la Messa a suffragio di Matteo Brandimarti, il bambino di 12 anni morto a seguito dei danni da annegamento subiti nella vasca idromassaggi dell’hotel ‘Il Duca del Montefeltro’ di Pennabilli nel giorno di Pasqua. Per il funerale del loro bambino Nicoletta e Maurizio non chiesero fiori, ma opere di bene da destinare al reparto di Rianimazione dell’ospedale ‘Infermi’ di Rimini, dove Matteo ha cessato di vivere dopo 4 giorni dal ricovero e dove medici e infermieri hanno fatto di tutto per salvare i suoi organi che erano stati compromessi, in modo da renderli disponibili per il prelievo e donare nuova vita a tante altre persone.

La donazione di oltre 4000 euro all’ospedale di Rimini

I familiari hanno così consegnato ai vertici dell’ospedale un assegno di 4.681,66 euro, denaro raccolto durante la messa funebre. La donazione è stata accolta e immediata la lettera di accettazione e di ringraziamento da parte dell’Ufficio Relazioni col Pubblico indirizzata ai genitori di Matteo: "La ringraziamo di cuore anche a nome della Direzione Aziendale e dei professionisti sanitari per la donazione destinata al reparto di Rianimazione in memoria di Matteo. Il suo sostegno e la sua collaborazione - prosegue la lettera – ci permettono di impegnarci per migliorare la qualità del servizio e rendere l’ambiente sempre più a misura di persona”.

I genitori di Matteo: “I medici e gli infermieri di Rimini non hanno solo svolto un lavoro, hanno amato nostro figlio”

In attesa della Messa di questo pomeriggio i genitori hanno voluto ringraziare tutte le persone che si sono strette al loro dolore. "Non so dove si trovino le parole per ringraziare chi ti stringe la mano mentre il mondo ti crolla addosso. So solo che, mentre il cuore di nostro figlio si fermava, ho sentito battere il vostro. Voglio dirvi grazie. Grazie per essere stati l’abbraccio che ci ha impedito di cadere e per aver onorato la memoria di nostro figlio con una generosità che ci ha commossi. Ogni centesimo raccolto per il reparto di Rianimazione di Rimini è una promessa di vita che facciamo a chi soffre ancora. Quegli angeli tra le macchine e il silenzio. In quel reparto, dove il tempo si ferma e il respiro è un filo sottile, abbiamo incontrato degli Angeli. Voglio che lo sappiate: i medici e gli infermieri di Rimini non hanno solo svolto un lavoro, hanno amato nostro figlio. Lo hanno accudito con una devozione che travalica il dovere, permettendo che la sua bellezza non andasse perduta, ma diventasse un dono per il mondo”.

“Nostro figlio è nel respiro di uno sconosciuto, nel battito di un cuore lontano, nello sguardo di chi è tornato a vedere"

"Grazie a quegli angeli e alla forza che ci avete dato, nostro figlio è riuscito a donare tutto. Oggi non piangiamo solo una perdita, ma celebriamo un miracolo: nostro figlio è nel respiro di uno sconosciuto, nel battito di un cuore lontano, nello sguardo di chi è tornato a vedere. Non è cenere, è vita moltiplicata. Nostro figlio non è un ricordo. È una parte di mondo che continua a vivere perché voi, insieme a noi, avete scelto l'amore. Vi ringraziamo con le lacrime agli occhi, ma con il cuore colmo di un orgoglio che non conoscerà mai fine”.

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© il Resto del Carlino