Olimpiadi 2040, diplomazia a cinque cerchi: “Emilia-Romagna e Toscana, si può”
La sfilata degli atleti italiani alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, lo scorso 6 febbraio allo stadio di San Siro
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Rimini, 24 aprile 2026 – Le Olimpiadi le ha vissute in prima persona. “Ai Giochi invernali di Torino, nel 2006, lavoravo nello staff della comunicazione”. E ora Luigi Angelini è tra i promotori del comitato che sta nascendo per sostenere la candidatura congiunta di Emilia-Romagna e Toscana a ospitare le Olimpiadi del 2036 o 2040. “Un comitato civile, senza politici. Ne faranno parte imprenditori, docenti universitari, studiosi e addetti ai lavori. Con un unico obiettivo: far capire che Emilia-Romagna e Toscana, insieme, hanno le carte in regola per potersi candidare e vincere la sfida. Ma non bisogna perdere tempo: occorre partire da subito”, spiega il 51enne riminese, docente a contratto dell’università di Bologna, consulente e diplomatico dello sport dopo una lunga esperienza lavorativa in Technogym.
Sassoli e il sogno Olimpiadi 2040: “Un’alleanza fra territori per presentarsi al mondo”
Nel gennaio 2025 i presidenti di Emilia-Romagna e Toscana hanno firmato una lettera d’intenti per sostenere la candidatura alle Olimpiadi.
“Esattamente. Ma nel frattempo, anche Piemonte, Lombardia e Liguria stanno lavorando a una candidatura congiunta. Se vogliamo essere della partita, dobbiamo muoverci. Non c’è molto tempo. È nata così l’idea della nostra associazione”.
“Nomi non ne posso fare, ancora. Ma abbiamo già definito i contenuti. Lavoreremo su quattro macro-temi per il dossier della candidatura: infrastrutture sportive, mobilità, ospitalità, eredità culturale dei Giochi. Analizzeremo punti di forza e criticità”.
Partiamo dai punti di forza.
“Sulle infrastrutture sportive abbiamo tutto. Bologna è la ‘basket city’ d’Italia, Punta Ala può ospitare gli sport nautici, il resort della Bagnaia il golf, il nostro Appennino è perfetto per il ciclismo così come le spiagge della Riviera romagnola per il nuoto in acque libere e il beach volley. La Fiera di Rimini ha già dimostrato di essere in grado di ospitare grandi eventi sportivi. Sulla mobilità, invece, c’è da lavorare. Siamo forti sulla Bologna-Firenze, molto più deboli sulla dorsale adriatica. Ma abbiamo tre aeroporti importanti come Bologna, Firenze e Pisa, che insieme fanno 21 milioni di passeggeri, e altri scali che possono crescere, a partire da quello di Rimini”.
Razzoli e lo slalom verso il 2040: "I Giochi diffusi? Un sì al 100%"
“Emilia-Romagna e Toscana insieme superano i 110 milioni di pernottamenti all’anno. La Toscana vanta moltissimi hotel e resort di lusso, l’Emilia-Romagna è specializzata nel turismo della classe media. L’accoglienza è senza dubbio una delle nostre carte vincenti. Ma c’è un altro aspetto ancora più importante”.
“Le due regioni rappresentano perfettamente lo stile italiano tanto amato nel mondo, con i loro grandi brand di moda e motori, le eccellenze enogastronomiche, la cultura, il cinema. Il 21 aprile a Rimini è venuto Wes Anderson per ritirare il premio Fellini. E poi oggi sempre più stranieri cercano luoghi autentici, fuori dai circuiti del turismo internazionale, che Emilia-Romagna e Toscana hanno. E aggiungo San Marino, che può giocare un ruolo importante nella candidatura e organizza già eventi di alto livello nel tennis, nel nuoto e nel tiro a volo”.
Tra i pretendenti alle Olimpiadi del 2036 ci sono anche Paesi come India e Qatar. Come si può battere la concorrenza?
“L’attuale crisi del Medio Oriente è un elemento che il Cio non potrà non considerare. I Paesi del Golfo negli ultimi anni hanno ottenuto tanti grandi eventi perché non hanno problemi di budget e hanno sempre dato ampie garanzie di sicurezza. Oggi non è più così a causa della guerra in Medio Oriente. Ma, ripeto, bisogna muoversi in fretta. La presidenrte del Cio Kirsty Coventry ha congelato la scelta sui Giochi del 2036 per rivedere i criteri di assegnazione, ma nel giro di uno o due anni si arriverà a una decisione”.
Nel 2027 si tornerà al voto alle Politiche. Quanto può pesare questo su un eventuale ‘derby’ italiano per la candidatura alle Olimpiadi?
“Pesa nella misura in cui potrebbe non esserci il tempo necessario per presentare la candidatura per il 2036. Per questo, riteniamo che sia più realistica la candidatura ai Giochi del 2040. Servono un lavoro di diplomazia e relazioni istituzionali e una grande compattezza. Ma Emilia-Romagna e Toscana possono farcela. L’abbiamo già dimostrato con il Tour de France: portarlo in Italia sembrava impossibile, invece ci siamo riusciti e la grande partenza del 2024 è stata un successo”.
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