Maurizio e Cristina, pellegrini tra gli 88 templi in Giappone. A piedi per 35 giorni: “Dormiremo nelle foresterie, non vediamo l’ora”
Maurizio Serafini, fondatore del festival celtico di Montelago, con la moglie Cristina Menghini, in partenza per il Giappone
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Macerata, 10 aprile 2026 – “Siamo pronti. Domenica si va all’isola Shikoku per il pellegrinaggio degli 88 templi shintoisti: 35 giorni a piedi nella zona rurale del Giappone per coronare un vecchio sogno nel cassetto, mio e di Cristina”. Così Maurizio Serafini, veterano studioso dell’orientalista maceratese Giuseppe Tucci, ha annunciato la sua prossima avventura al fianco della moglie, Cristina Menghini, fotografa e blogger (originaria di Milano ma da sette anni all’Abbadia di Fiastra). Entrambi sono guide ambientali escursionistiche. Lei è stata tra le prime a percorrere la Via Franchigena del Nord, da Canterbury a Roma.
Partenza per il Giappone
Domenica voleranno in Giappone per il Cammino degli 88 Templi, nel sud del Paese, il pellegrinaggio più noto di tutto il continente asiatico. Un percorso circolare di circa 1.200 chilometri che però la coppia non farà in toto (la media sarà di 20-22 chilometri al giorno).
Chi è Maurizio Serafini
Il 63enne Serafini è stato ben 18 volte in Nepal, conosce bene le montagne di Albania, Grecia, Marocco. Questa è la sua prima volta in Giappone. Ha esplorato l’Himalaya e le Ande, e soprattutto i suoi amati Appennini. Cantautore e musicista esperto di strumenti etnici, porta la musica in cammino e il cammino nella musica. Ha viaggiato anche col figlio Michele, antropologo, direttore artistico di Montelago Celtica Festival.
Quest’anno ha lanciato la prima edizione del Festival in cammino, che intende celebrare l’ottocentenario della morte di San Francesco, una rassegna itinerante tra Marche e Umbria dal 30 maggio al 20 settembre.
Essenziale è lo zaino
“La preparazione principale è per lo zaino, in cui mettere tutto l’essenziale per il tragitto: è una zona piovosa – afferma – ma le temperature sono alte. Dormiremo nelle foresterie dei templi e negli ostelli. Ci siamo attrezzati con un’app professionale per la traduzione simultanea. Al posto della credenziale del pellegrino c’è un quaderno su cui, anziché i timbri, scriverà a mano di volta in volta un amanuense per testimoniare il passaggio in ogni tappa. Non vediamo l’ora di intraprendere il cammino, è un sogno che si realizza. Una coppia di amici svizzeri si unirà a noi”. Serafini sottolinea che il suo modo di viaggiare è sempre ispirato alla visione tucciana.
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