Rimini alza la Coppa davanti al suo popolo. Verona battuta in un Flaminio bollente
La premiazione al Flaminio: i giocatori di Rimini alzano la Coppa Italia davanti al loro pubblico
Rimini, 15 marzo 2026 – Rimini, la Coppa è tua. È la Dole a trionfare in un Flaminio ribollente di tifo, caldo come sempre pur con la dovuta concessione dei biglietti ai tifosi Tezenis. La Coppa Italia finisca nella bacheca di Rbr ed è una vittoria meritata, che ha preso corpo in un terzo quarto di difesa d’acciaio e con un Marini ultraterreno, alla fine premiato mvp. Un successo festeggiato in anticipo in un quarto periodo straordinario per energia e determinazione. Nel trofeo tricolore per eccellenza, Rimini stravince con la sua truppa italiana, senza aver avuto bisogno di troppi punti dai suoi due stranieri. La partita, iniziata con 13’ di ritardo, porta subito buone notizie ai tifosi biancorossi, che in precedenza avevano formato file per centinaia di metri all’esterno del palazzetto in attesa di entrare.
Denegri c’è ed è subito pimpante, mentre per gli avversari ci sono applausi scroscianti (l’ex Johnson) ma anche sonori fischi (McGee, scintille dalla scorsa finale con Cantù). L’avvio della Dole è da sogno, soprattutto perché Leardini ne mette 7 in un amen per il 13-3 del 5’. Energia e spinta emotiva, ma quando la Tezenis riesce a metterci la stazza, soprattutto degli esterni, il meccanismo Rbr ha una frenata. Zampini e Baldi Rossi, asse di estrema qualità, riporta a contatto i veneti e il 15 pari del primo periodo non è tennistico, ma solo l’esempio più lampante di una gara dura e piena di contatti al limite.
Verona trova il modo di mettere anche il naso avanti sul 21-23 prima del nuovo ritorno della Rinascita con le due triple di Tomassini. Il capitano, reduce dal tiro della vittoria in semifinale, è pimpante e preciso e permette alla Dole di fare gara di testa fino all’intervallo. Mai con margini ampi, ma comunque in testa. E dire che parecchi dei protagonisti più attesi faticano. Come Marini e McGee, a due e zero punti. I due, però, sono fenomeni veri e infatti di ritorno dagli spogliatoi segnano i primi cinque canestri. Il riminese, in particolare, mette i primi 12 punti della Dole, che vola su un confortante 50-40 del 28’ grazie alle penetrazioni del suo alfiere, particolarmente a suo agio quando il gioco di fa duro.
Il +10 rimane anche a fine terzo, anche per l’aiuto di Sankare a rimbalzo e di tutta la squadra in difesa. Il campo a inizio quarto periodo manda segnali chiarissimi. Simioni segna su rimbalzo d’attacco, Tomassini la infila da tre dopo la mancata revisione sul fallo subito da Denegri (chiamata rimessa anziché due tiri) e si fa male Zampini. Il ko del play è pesante per Verona, che subisce il colpo. Rimini vola alta sulle ali di un Sankare che a rimbalzo sembra Rodman e di una squadra sempre sul pezzo. Sul +20 di Denegri è già finita a 5’ dalla fine. C’è tutto il tempo per assaporare la festa, che poi esplode al 40’. Alzala al cielo, Rimini.
dole rimini-tezenis verona 77-58
RIMINI: Denegri 12 (2/3, 2/8), Marini 16 (5/7, 0/3), Leardini 9 (3/3), Ogden 3 (1/4, 0/1), Camara 9 (4/7), Tomassini 11 (1/3, 3/7), Saccoccia 2 (1/4, 0/2), Alipiev (0/6), Sankare 7 (2/4, 1/2), Simioni 8 (4/5, 0/1), Della Chiesa, Pollone ne. All.: Dell’Agnello.
VERONA: Zampini 10 (2/4, 0/3), McGee 11 (2/6, 1/6), Loro 7 (1/1, 1/4), Johnson 11 (2/7, 1/5), Poser 5 (2/4), Monaldi 6 (2/7 da tre), Bolpin 3 (0/2, 1/2), Baldi Rossi 5 (1/5, 1/2), Serpilli (0/1 da tre), Spanghero ne. All.: Ramagli.
Arbitri: Vita, Gagliardi e Pellicani
Parziali: 15-15, 38-34, 56-46.
Note: tiri liberi Rimini 13/14, Verona 17/21. Rimbalzi Rimini 47 (Sankare 10), Verona 35 (Johnson 7). Assist Rimini 15 (Tomassini 4), Verona 9 (Monaldi 3).
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