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Neve di primavera: torna anche a bassa quota nelle Marche. “Accumuli fino a 30 cm”

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17.03.2026

Quota neve prevista su Romagna e Marche mercoledì 18 marzo (tra 800 e 1000 m, localmente fino a 600)

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Ancona, 17 marzo 2026 - Le Marche si preparano a un brusco cambio di scenario meteorologico proprio mentre la primavera è ormai alle porte. Dopo giorni più miti, da domani arriverà una fase di maltempo accompagnata da aria più fredda proveniente dall’Europa centrale, con piogge diffuse, vento sostenuto e il ritorno della neve lungo l’Appennino, soprattutto nelle quote più alte del settore centro-meridionale della regione.

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Il meteorologo: "Quota neve fino a 800 metri e rovesci"

A spiegare il quadro è il meteorologo e presidente dell’Ampro, l’associazione meteo professionisti, Pierluigi Randi: "Probabilmente sarà un po' difficile scendere sotto i mille metri con la neve — ha detto — Comunque, localmente, siccome ci potrebbe essere qualche precipitazione a carattere di rovescio, durante i rovesci la quota neve effettivamente può scendere di parecchio". In pratica, nelle fasi più intense, il limite delle nevicate potrà abbassarsi temporaneamente fino a 800-900 metri, soprattutto nelle prime ore dell’evento.

Accumuli fino a 30 centimetri sui Sibillini

Le aree dove la neve sarà più presente sono quelle dell’Appennino marchigiano, con accumuli più consistenti verso sud: "Parliamo del maceratese, e l’Ascolano, soprattutto al confine con l’Abruzzo — spiega — lì sono attese precipitazioni superiori e potremmo superare quantitativi di 20-30 centimetri sulle cime più elevate". I rilievi dei Monti Sibillini sono tra i candidati principali a ricevere la nevicata più abbondante, mentre tra Pesarese e nord regione i fenomeni saranno più deboli e intermittenti.

Temperature in picchiata e timori per l'agricoltura

Il calo termico sarà evidente ma senza valori eccezionali per il periodo: "Domani scenderà un nucleo di aria più fredda dai paesi danubiani e interesserà principalmente le regioni del versante adriatico”, osserva Randi. Le massime in pianura e lungo la costa faticheranno a superare i 14-15 gradi, con valori anche 3 o 4 gradi sotto la media di metà marzo. L’attenzione si sposta inevitabilmente anche sulle campagne, perché molte colture sono già in piena fase vegetativa. Frutteti e vigneti nelle zone interne osservano con prudenza questo ritorno del freddo: "Non è uno scenario eccessivamente preoccupante, però qualche moderata criticità ci potrebbe essere — chiarisce il meteorologo — Il rischio maggiore arriverà tra il 20 e il 22 marzo, quando eventuali schiarite notturne potrebbero favorire locali gelate nelle vallate interne”.

Il rischio gelate nelle vallate interne

Le temperature minime, secondo le stime, potranno scendere fino a zero o poco sotto in alcune conche appenniniche: "Più probabilmente qualche rischio di valori minimi intorno a 0, meno 1, massimo meno 2 li potremmo avere, però c'è una bella differenza rispetto ai meno 4 o meno 6 del 2020". Un riferimento importante: nella primavera del 2020 gelate molto più intense provocarono danni pesanti anche nelle Marche. Per ora quindi il quadro resta sotto controllo, anche se le aree più sensibili sono quelle dove l’aria fredda ristagna più facilmente. "Nelle vallate appenniniche l'aria fredda una volta affluita si sedimenta molto bene e — aggiunge Randi — rimane intrappolata in fondo alla valle”.

Le previsioni da mercoledì 18 a venerdì 20 marzo

Nel dettaglio, mercoledì 18 marzo sarà la giornata più instabile: cielo molto nuvoloso, piogge diffuse fino al pomeriggio, locali rovesci, fenomeni più intensi nelle province meridionali, neve inizialmente attorno a 800-900 metri, venti nord-orientali moderati o tesi con raffiche forti lungo la costa e mare molto mosso.

Giovedì 19 marzo torneranno schiarite più ampie, con cielo sereno o poco nuvoloso e assenza di precipitazioni. Le temperature saranno in lieve aumento, mentre il vento da nord-est perderà intensità nel corso della giornata.

Venerdì 20 marzo, invece, resterà un contesto asciutto ma più freddo al mattino: cielo poco nuvoloso, minime in ulteriore calo, massime quasi stabili e mare ancora mosso, in graduale attenuazione. Quanto ad aprile, Randi invita alla prudenza ma anticipa una tendenza: "È probabile — conclude — che il mese si presenti con temperature leggermente superiori alla norma e precipitazioni un pochino superiori alla media". una primavera dunque più mite, ma ancora dinamica.

Le previsioni regionali: la mappa

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