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Morto don Vittorio Maresi a 92 anni: lutto a Rimini

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16.03.2026

Rimini, 16 marzo 2026 — Si è spento a 92 anni Vittorio Maresi, sacerdote tra i più conosciuti e longevi della Diocesi di Rimini, figura storica del clero riminese e punto di riferimento spirituale per generazioni di fedeli del centro cittadino. La notizia della sua scomparsa ha rapidamente raggiunto parrocchie, comunità religiose e tanti laici che negli anni avevano trovato in lui una presenza costante, discreta e profondamente radicata nella vita quotidiana della città.

Don Vittorio è morto alla Casa del Clero, dove si trovava da tempo dopo un lungo periodo di malattia. Negli ultimi anni le condizioni di salute avevano progressivamente limitato la sua attività pubblica, ma il suo nome continuava a rimanere fortemente legato alla vita pastorale del centro storico e al percorso umano di molte famiglie riminesi.

Il funerale è stato celebrato oggi nel Tempio Malatestiano, con la messa presieduta dal vescovo Nicolò Anselmi. Le offerte raccolte durante la celebrazione saranno destinate alla Cattedrale, luogo che ha segnato una parte fondamentale del suo ministero.

A ricordarlo ufficialmente è stato anche il vicario generale Maurizio Fabbri, che ha invitato la comunità a custodire nella preghiera il lungo servizio pastorale svolto da don Vittorio, definendolo un sacerdote capace di seminare bene nella vita ecclesiale e nelle relazioni personali.

Chi era Vittorio Maresi

Nato il 2 dicembre 1933 a Poggio Berni, nel Riminese, don Vittorio Maresi venne ordinato presbitero il 26 giugno 1957 per imposizione delle mani del vescovo Emilio Biancheri. La sua vocazione sacerdotale si sviluppò in anni di grande trasformazione per la diocesi riminese, dentro un contesto ecclesiale che chiedeva ai sacerdoti una presenza sempre più vicina ai quartieri e alla crescita urbana. Tra i primi incarichi più significativi ci fu quello di primo parroco designato della nuova parrocchia di Chiesa di San Raffaele, esperienza che segnò una fase importante della sua attività pastorale. Nel 1970 arrivò poi la guida del Duomo di Rimini, dove assunse il ruolo di parroco e successivamente quello di canonico, legando in modo stabile il proprio nome alla Cattedrale cittadina.

Per molti anni il suo ministero si è sviluppato anche nella parrocchia di Chiesa di Sant'Agostino, ma soprattutto nelle strade del centro storico, dove era conosciuto per la capacità di mantenere un rapporto diretto con le persone, spesso lontano dai formalismi e vicino ai problemi concreti della vita quotidiana.

Molto apprezzato anche nell’accompagnamento spirituale delle coppie e nei percorsi dedicati agli sposi, ha rappresentato una figura stabile per intere generazioni di famiglie.

La sua lunga presenza sacerdotale attraversa quasi settant’anni di storia religiosa riminese: una testimonianza silenziosa, costruita più sulla continuità che sulla visibilità, e rimasta impressa nella memoria di molti fedeli.

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© il Resto del Carlino