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Balenottera avvistata al largo di Ancona: sorpresa nel giorno di Pasquetta

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07.04.2026

La balenottera avvistata al largo di Senigallia (Ancona) a Pasquetta

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Senigallia (Ancona), 7 aprile 2026 — Prima il soffio in superficie, poi il dorso scuro che emerge lentamente dall’acqua e rompe per qualche secondo la linea del mare. Al largo di Senigallia, nel tratto davanti alle piattaforme conosciute come “le Barbare”, il lunedì di Pasquetta ha regalato un incontro raro e spettacolare: una balenottera comune è stata avvistata viva, in movimento, mentre attraversava l’Adriatico davanti agli occhi dell’equipaggio presente in zona.

L’immagine dell’animale e il racconto dell’avvistamento sono stati diffusi dalla Fondazione Cetacea, che ha pubblicato anche un post dedicato a quello che viene definito un momento particolarmente emozionante per il mare Adriatico. A documentare la scena è stato Andrea Comani insieme all’equipaggio del Barrakuda, ringraziati pubblicamente dalla stessa fondazione per aver condiviso il materiale.

La protagonista dell’avvistamento è una balenottera comune, nome scientifico di Balaenoptera physalus, ovvero uno dei mammiferi più grandi presenti sul pianeta. Si tratta del secondo animale più grande esistente dopo la balenottera azzurra, un cetaceo che può superare abbondantemente i 20 metri di lunghezza e che, pur impressionando per dimensioni, è presente con una certa regolarità anche nel Mar Mediterraneo. La sua presenza nell’Adriatico non è considerata eccezionale dagli studiosi: questi grandi cetacei possono infatti risalire il bacino seguendo le concentrazioni di piccoli organismi marini di cui si nutrono, in particolare krill e plancton. La disponibilità di cibo rappresenta uno dei principali motivi che spingono questi animali a spostarsi anche in aree più vicine alla costa.

L’avvistamento di Senigallia conferma quindi quanto il mare Adriatico continui a essere un ambiente vivo, attraversato da specie che spesso restano invisibili ma che popolano stabilmente queste acque. Proprio per questo, spiegano gli operatori del settore, episodi simili hanno anche un forte valore simbolico: ricordano quanto sia delicato l’equilibrio marino e quanto sia necessario tutelarlo.

Il pensiero torna inevitabilmente anche a un precedente che nelle Marche è rimasto impresso nella memoria. Nel 2009 una femmina di balenottera comune, lunga circa 17 metri, si arenò senza vita sulla spiaggia di Sirolo, ai piedi del Monte Conero. Un episodio che colpì profondamente il territorio e che offrì anche un’importante occasione di studio. Oggi alcuni frammenti ossei di quell’animale fanno parte della collezione osteologica della Fondazione Cetacea e vengono conservati come testimonianza scientifica di quella vicenda. Questa volta, invece, il finale è diverso: la balenottera è stata osservata mentre nuotava libera, attiva e in pieno movimento. Un’apparizione durata pochi minuti, abbastanza però da lasciare in mare aperto e sui social un’immagine destinata a restare impressa.

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© il Resto del Carlino