Urla, strattoni e schiaffi all’anziana. Badante incastrata dalle telecamere. Il risarcimento chiude il caso
La badante risarcisce una anziana ultraottantenne e il processo si chiude con una sentenza di non luogo a procedere. E’ terminata in questo modo, davanti al gup del tribunale di Rimini, la vicenda che vedeva imputata una donna di 58 anni, originaria dell’Ucraina, di professione badante nel Riminese, finita a giudizio con l’accusa iniziale di maltrattamenti nei confronti dell’anziana che era stata chiamata ad accudire. L’udienza si è svolta con rito abbreviato.
La donna era accusata di aver tenuto, tra luglio e il dicembre 2023, una serie di comportamenti aggressivi nei confronti dell’anziana che le era stata affidata per cura e assistenza, all’interno dell’abitazione dei familiari. Secondo l’impostazione della Procura si sarebbe trattato di condotte ripetute nel tempo: urla, strattoni, schiaffi al capo, calci e ginocchiate alla schiena e in altre parti del corpo. Elementi che, per l’accusa, emergevano dai filmati registrati dal sistema di videosorveglianza installato in casa. Telecamere nascoste, che proprio i familiari della donna avevano deciso di piazzare dopo che erano emersi i primi sospetti sui comportamenti della badante. Gli episodi di violenza, secondo quanto sostenuto dai parenti della donna nella denuncia presentata alle forze dell’ordine, sarebbero andati avanti per diverse settimane, generando un clima di forte preoccupazione e tensione in famiglia.
In aula la difesa, rappresentata dall’avvocato Alessandro Buzzoni, ha sostenuto una ricostruzione diversa. Da parte della badante non ci sarebbe stato nessun maltrattamento abituale, nessuna volontà di infliggere violenza. Secondo la linea difensiva si sarebbe trattato, al più, di modi bruschi nello svolgimento del lavoro di assistenza, in un contesto reso complesso dalle condizioni di salute dell’anziana. Contestato, da parte della difesa, anche l’utilizzo dei video ricavati dalle telecamere in quanto realizzati in maniera illecita.
La conclusione della vicenda è arrivata ieri al termine dell’udienza davanti al gup di Rimini. Il giudice riqualifica il fatto. L’accusa di maltrattamenti viene derubricata in percosse. Cambia il perimetro giuridico della contestazione e cambia lo scenario processuale. A quel punto le parti trovano un accordo. La badante risarcisce i familiari dell’anziana con una somma di alcune migliaia di euro, a titolo di ristoro per quanto accaduto. Segue la remissione della querela. Ritirata la denuncia, arriva anche la rinuncia alla costituzione di parte civile. Preso atto del risarcimento e del ritiro della querela, il giudice dichiara il non doversi procedere. Il procedimento penale si chiude senza condanna, mettendo fine a una vicenda che aveva suscitato forte attenzione anche per la delicatezza del contesto familiare e assistenziale in cui si era sviluppata.
