"Porto canale, serve un rilancio deciso"
È la coordinatrice FdI Cervia a riaprire il dibattito sul tema del porto canale, anche alla luce dell’allagamento del piazzale del circolo nautico ‘Amici della Vela’ avvenuto una settimana fa. "Il porto canale di Cervia non può continuare a essere il simbolo delle occasioni mancate – scrive Annalisa Pittalis in una nota –. Gli ultimi episodi di esondazione che hanno colpito il molo nord e l’area del circolo nautico non sono emergenze imprevedibili, ma la conseguenza di anni di sottovalutazioni, ritardi e mancanza di programmazione. Parliamo di un’infrastruttura strategica, il canale emissario delle Saline di Cervia, che rappresenta storia, identità e lavoro per la città di Cervia. Eppure il porto soffre per l’insabbiamento dei fondali, per banchine in evidente stato di degrado e per un sistema di drenaggio inadeguato rispetto a fenomeni atmosferici che non possono più essere considerati eccezionali". Quello della riqualificazione del porto, d’altronde, è un tema che si trascina da anni e per diverse campagne elettorali e legislature amministrative ha rappresentato un punto strategico. Tuttavia, all’orizzonte svolte decisive non se ne vedono.
"Gli allagamenti del molo nord non sono fatalità – prosegue Pittalis –. Sono il segnale di una fragilità strutturale che non è stata affrontata con il coraggio e la determinazione necessari. Negli anni si è progressivamente ridotto il ruolo produttivo del porto, indebolendo un’infrastruttura che dovrebbe invece essere al centro di una strategia di sviluppo. A pagare il prezzo di questa situazione sono i pescatori, i cozzari, gli operatori del diporto, la cantieristica e l’intera filiera portuale. Ogni mancato dragaggio, ogni limitazione alla navigabilità, ogni allagamento significa costi aggiuntivi, incertezza e perdita di competitività. Significa mettere a rischio posti di lavoro e competenze che fanno parte della tradizione cervese". Le soluzioni, però, non sono facili da trovare ma la situazione del porto pare davvero non essere più rimandabile. "Questa situazione– sostiene la coordinatrice cervese – non è più accettabile. Cervia merita un porto sicuro, moderno e pienamente operativo. Serve un piano straordinario di dragaggi programmati e costanti, la messa in sicurezza strutturale dei moli, in particolare quello nord, la riqualificazione delle banchine e il potenziamento del sistema di smaltimento delle acque. Serve soprattutto una visione: riportare il porto al centro dello sviluppo economico, turistico e ambientale della città. La prossima amministrazione dovrà assumersi la responsabilità di una scelta chiara: continuare con interventi tampone o avviare finalmente un progetto serio e strutturale di rilancio. Noi siamo pronti a fare la nostra parte con proposte concrete, confronto con gli operatori e una programmazione pluriennale degli interventi. Il porto canale non è un problema da gestire in emergenza, ma una risorsa da valorizzare".
