Sfregiato con un bicchiere. Choc nel locale: nei guai
L’uomo è stato subito soccorso. Poi è stato costretto a continue cure
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Una tranquilla serata con amici, in un noto locale della Vallata del Tronto, ritrovo di tante persone, si è trasformata in un incubo per un ascolano di 36 anni che ha subito un’aggressione tanto violenta quanto immotivata da parte di una ragazza, per altro a lui sconosciuta, con le conseguenze di uno sfregio permanente al volto. Un fatto gravissimo che è costato all’uomo la lesioni al viso che porterà per sempre e la condanna a tre anni e mezzo di carcere alla giovane donna che lo ha aggredito, una 26enne ascolana riconosciuta colpevole dal giudice del tribunale di Ascoli Angela Miccoli del reato di lesioni personali gravi. Una vicenda che risale al 17 febbraio 2023 quando l’uomo si trovava nel locale ’Non solo bollicine’ a Castel di Lama (era circa mezzanotte) insieme alla sua convivente e altre persone. Improvvisamente gli si è avvicinata una ragazza con in mano un calice di vetro in mano. Secondo quanto ha raccontato la vittima in denuncia e ribadito durante il processo, la donna si è fermata davanti a lui, ridendo.
Non la conosceva ed è rimasto un attimo interdetto, ma nulla ha potuto contro la successiva repentina e violenta azione della 26enne che lo ha colpito in pieno volto col bicchiere che aveva in mano e che, chiaramente, si è rotto provocando una profonda ferita e una copiosa perdita di sangue. La ragazza si è quindi allontanata dal locale insieme ad altre persone, prima che intervenissero i carabinieri. L’ascolano ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso vista la gravità delle lesioni riportate; vi è stato trasferito in ambulanza dai sanitari del 118 giunti sul posto, con un codice di media gravità. Successivamente è stato perso in cura dal reparto di otorino laringoiatria dell’ospedale Mazzoni dove gli è stata diagnosticata una ferita lacero contusa della regione zigomatica sinistra e al naso, con abbondante perdita di sangue. Successivamente, per limitare le conseguenze almeno parzialmente, è stato in cura anche presso il reparto maxillofacciale dell’ospedale Torrette di Ancona. Nel complesso ha riportato uno sfregio permanente del viso, con paresi facciale periferica. La donna, difesa dall’avvocato Felice Franchi, è stata condannata a tre anni e mezzo di carcere e al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro. Dovrà ora rispondere in sede civile alla importante richiesta di risarcimento presentata dalla vittima attraverso l’avvocato Francesco Ciabattoni.
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