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Giro di prostituzione maschile. Due patteggiano, gli altri alla sbarra

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13.03.2026

Il procedimento si sta svolgendo davanti al collegio del Tribunale di Rimini

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Era il 2012, quando una intensa attività di osservazione, pedinamento e intercettazioni da parte dei carabinieri portò alla luce un presunto giro di prostituzione maschile fatto di una rete di abitazioni messe a disposizione per consumare le prestazioni sessuali pattuite con i clienti o viaggi in auto per portare i ragazzi a prostituirsi, raggiungendo direttamente i luoghi concordati per consumare rapporti sessuali che, stando alle indagini, in un’occasione sarebbero avvenuti con queste modalità persino davanti al tribunale di Rimini. È questa la ricostruzione che è stata fatta in sede di indagini e che ha portato all’imputazione per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nei confronti di quattro persone, tutte originarie del Riminese, rispettivamente di 65, 54, 46 e 33 anni.

Di questo gruppo, nel corso del procedimento penale sono già arrivati due patteggiamenti per il 65enne e il 33enne, difeso dall’avvocato Massimo Succi, il quale aveva patteggiato appunto una pena a un anno e due mesi (pena sospesa). Ieri invece, davanti al tribunale di Rimini in composizione collegiale, sono state formulate le richieste della pubblica accusa (pm Alessia Mussi) nei confronti del 54enne, difeso dall’avvocato Michela Vecchi, e per il 46enne, difeso dagli avvocati Angelo Gencarelli e Patrizia Cervesi. In particolare, per il primo la pm ha chiesto l’assoluzione o in subordine la prescrizione a vario titolo per i capi lui ascritti. Mentre per il 46enne la pubblica accusa ha chiesto una condanna a un anno e 4 mesi di reclusione, sostenendo che per l’imputato ci siano invece intercettazioni che dimostrerebbero il reato di sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione, avendo l’imputato trasportato alcuni dei ragazzi parte offesa nell’inchiesta agli appuntamenti coi clienti, oltre ad avere messo a disposizione di alcuni ragazzi la propria stessa abitazione a Cattolica in cambio di somme di denaro. Secondo i difensori del 46enne tuttavia, l’imputato sarebbe una persona facilmente manipolabile, come emerso nel corso anche di una perizia tecnica, tanto che lui stesso a propria volta si sarebbe prostituito oltre a sottostare – secondo la difesa – all’influenza e alle richieste di uno degli altri imputati. Pertanto, gli avvocati ne hanno chiesto assoluzione dai capi o prescrizione delle contestazioni o la pena minima.

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