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Borgonzoni contro Lepore: "Un male da cui liberarsi". Il Pd: "Parole vergognose"

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08.03.2026

Il sindaco Lepore e la sottosegretaria alla cultura Borgonzoni

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Bologna, 8 marzo 2026 – Botta e risposta al vetriolo tra la Lega e il Pd. Tra Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura, e Luigi Tosiani, segretario regionale dem. Le leghista, che ha organizzato l’incontro ‘Io voto sì’ dedicato al referendum sulla riforma della giustizia, ha sferzato immediatamente l’Amministrazione: "Questa è una giornata importante, ringrazio tutti per essere e ringrazio perché so che verrà raccontato quello che qui viene detto. È importante per il voto dei sì e per liberare, spero presto, la nostra città da quello che per me è un grande male: Matteo Lepore".

L’attacco di Borgonzoni

Un attacco diretto al sindaco dal palco dell’hotel Savoia Regency, dove ieri mattina si è parlato dell’appuntamento elettorale del 22 e del 23 marzo. "Questa giornata ha dato molto fastidio al sindaco e questo devo dire che questo mi crea molta gioia – prosegue Borgonzoni –. Lepore si stupisce che, se un sottosegretario parla, i giornali gli diano spazio. E si stupisce se il ministro dell’Interno viene a Bologna e parla del referendum o di cose che a lui non piacciono, perché in questa città bisogna parlare solo di quello che vuole Lepore. Perché se si parla di altro a Lepore non va bene, dovremmo essere censurati dalla stampa e non dovremmo venire a parlare di altro". Endorsement da parte di Andrea Ostellari (Lega): "Lucia ha piantato un primo chiodo", dice il sottosegretario alla Giustizia, in riferimento alle parole della collega di partito.

Parole che non vanno giù, invece, a Tosiani, che ribatte senza mezzi termini a Borgononzi: "Non passa giorno senza un attacco della destra a Bologna e ai bolognesi – chiosa il dem –. Un giorno Bignami, l’altro Piantedosi, oggi la sottosegretaria Borgonzoni, che parla del sindaco di Bologna come di ‘un grande male’ da cui la città dovrebbe liberarsi. Parole vergognose, toni inaccettabili".

"La sottosegretaria – insiste Tosiani – voleva già ‘liberare’ l’Emilia-Romagna nel 2020, lo ricordiamo tutti (quando si candido alle Regionali contro Stefano Bonaccini, uscendo sconfitta; ndr). Ma questa terra, questa città è libera da 80 anni, grazie al sacrificio di donne e uomini che si opposero al nazifascismo. Questa città ha eletto il suo sindaco democraticamente, basterebbe questo per pretenderne rispetto. Richiamate il dialogo, ma mancate quotidianamente della minima cultura istituzionale. A voi le polemiche, a noi il lavoro quotidiano per Bologna e per i suoi cittadini. La differenza è tutta qui. Avanti Matteo Lepore".

A difendere a spada tratta il sindaco è anche Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd: "Mi pare che si sia superato il senso della misura, soprattutto per chi ricopre un incarico nel Governo. La cultura istituzionale non è un dettaglio formale: è il fondamento del rispetto reciproco tra le istituzioni". Per Di Stasi "le parole di Borgonzoni, che arriva a definire Lepore ‘un male’, danno purtroppo la misura del livello istituzionale e del modo in cui una parte della destra intende affrontare il confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative. Faccio presente alla sottosegretaria che, a stupire, non è il fatto che il ministro intervenga su questioni che possono non piacere al sindaco, ma che lo faccia prendendo posizione su un referendum rispetto al quale, proprio per il ruolo che ricopre, dovrebbe mantenere imparzialità. Un Ministro rappresenta gli italiani e dovrebbe essere super partes. Prendiamo atto che la campagna elettorale di Borgonzoni e della Lega per le Comunali è già iniziata. Bologna si è già espressa su Borgonzoni quando si è candidata a sindaca: i bolognesi hanno scelto un’altra strada. In democrazia funziona così e questo merita rispetto". Sandra Zampa, senatrice del Pd, definisce le parole di Borgonzoni "sconcertanti".

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