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Vito muore travolto da un ramo, il figlio Domenico in lacrime: "Mio padre era buono. Aiutava sempre tutti"

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23.02.2026

Reggio Emilia, 23 febbraio 2026 – Una domenica di sole e una visita a casa di amici si è trasformata in tragedia. Il pensionato Vito Tarantolo ha perso la vita nella tarda mattinata di ieri nel parco di una villa liberty di via IV Novembre, nella prima periferia di Montecchio, colpito mortalmente da un grosso ramo durante lavori di potatura. Aveva 80 anni.

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Ieri mattina l’anziano si trovava nel giardino della villa della famiglia Gilli, amici di lunga data residenti nel Parmense ma presenti ieri a Montecchio per seguire alcuni interventi di manutenzione della proprietà. Secondo quanto ricostruito, una ditta specializzata con sede a Traversetolo stava eseguendo lavori di sistemazione del verde con tecniche di tree climbing: alcuni operai, assicurati con funi, stavano potando un cedro a un’altezza di circa dieci metri.

Il ramo lo ha colpito in pieno

Per cause in corso di accertamento, Tarantolo si sarebbe avvicinato troppo all’area. Un ramo di notevoli dimensioni, una volta reciso, è precipitato al suolo colpendolo in pieno. L’impatto è stato violentissimo e non gli ha lasciato scampo. I presenti hanno immediatamente allertato il 118: sul posto sono intervenute un’ambulanza e l’automedica dall’ospedale Franchini, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Due operai finiti in ospedale in stato di choc

Due operai sono stati accompagnati al pronto soccorso in stato di choc. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri di Montecchio e di Cavriago, insieme il personale dello Spsal dell’Ausl, per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la corretta delimitazione dell’area di lavoro. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Reggio, guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci.

Il dolore dei familiari

Nel frattempo, davanti alla villa, sono arrivati i familiari di Vito, affranti e sconvolti. Hanno dovuto attendere ore a pochi metri dal lenzuolo bianco che copriva il corpo senza vita del loro caro, mentre si svolgevano gli accertamenti tecnici dello Spsal e i rilievi delle forze dell’ordine. Scene di dolore composto, tra lacrime e abbracci, sotto gli occhi dei vicini e dei passanti.

“Mio padre era una persona splendida, buono e altruista”

"Mio padre era una persona splendida, buono e altruista – ha detto tra le lacrime il figlio Domenico –. Non si tirava mai indietro quando c’era da dare una mano a qualcuno. Amava la terra, gli alberi, aveva davvero il pollice verde. Era un uomo semplice ma con grandi valori, cresciuto con il senso del lavoro e dell’amicizia".

La vittima era molto conosciuta in paese

Tarantolo era residente in via Barilla, nel quartiere dell’ospedale Franchini, insieme alla moglie Luisella. Originario della Sicilia, prima della pensione aveva lavorato come operaio in un’azienda della zona; in gioventù era stato a lungo rappresentante sindacale della Fiom Cgil. In paese era conosciuto come una persona gioviale e disponibile, sempre pronta a dare una mano ad amici e conoscenti. La salma è stata trasportata dalla Croce Verde all’obitorio del cimitero di Coviolo, a disposizione dell’autorità giudiziaria: la dinamica appare chiara e, al momento, non si renderebbe necessaria l’autopsia. In paese resta lo sgomento per una morte improvvisa e assurda.


© il Resto del Carlino