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Palpeggiata al centro commerciale: "Guardavo le vetrine, poi la paura. Mi ha spiazzato e messa a disagio"

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05.04.2026

La disavventura di Asia D’Arcangelo si è consumata mentre osservava le vetrine del centro commerciale

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Una passeggiata come tante, in una domenica di marzo, tra le vetrine del centro commerciale Le Befane. Può sembrare un fine settimana qualunque, poi all’improvviso un gesto inatteso rompe la normalità e lascia spazio al disagio e alle domande. Asia D’Arcangelo, pesarese di 30 anni viene palpeggiata da un ragazzo sconosciuto, una questione di pochi secondi, che non la lascia impassibile. "Ho provato disagio e anche paura: manca educazione al rispetto", racconta lei.

Asia, cosa è accaduto?

"Stavo passeggiando, fermandomi davanti alle vetrine. A un certo punto ho sentito una mano sconosciuta sulla mia natica: una palpata. Ho pensato fosse qualcuno che conoscevo, magari per attirare la mia attenzione in modo maldestro. Mi sono girata e invece era un ragazzo mai visto, molto giovane".

Qual è stata la sua reazione immediata?

"Sono rimasta spiazzata. È successo tutto troppo velocemente per rendermi conto davvero. Inoltre sento poco e la mia voce è debole, quindi non ho urlato. Credo però che la mia espressione parlasse per me".

Il ragazzo le ha detto qualcosa?

"Sì, si è scusato subito dicendo di avermi scambiata per la sua compagna. Sul momento ho accettato le scuse e ho cercato di minimizzare. Può succedere, anche se non dovrebbe".

Quando ha realizzato davvero l’accaduto?

"Poco dopo, quando l’ho visto con una ragazza completamente diversa da me. Lì mi sono sentita presa in giro. È subentrata la vergogna: ero sola e non avevo reagito. Ho provato disagio e anche paura".

Ha pensato di affrontarlo?

"Sì, a freddo ho pensato che avrei potuto dire qualcosa, magari anche alla ragazza. Ma ho evitato: non si sa mai come possono reagire le persone. Potevano negare o diventare aggressivi".

Ha trovato supporto sul posto?

"No, non ho visto personale di sicurezza nelle vicinanze, se non dentro alcuni negozi".

Secondo lei, cosa c’è dietro episodi del genere?

"Manca educazione al rispetto. Tutto viene preso come uno scherzo, ma il confine con qualcosa di più grave è sottile. C’è anche una forma di bullismo: ero sola, distratta, facile bersaglio".

"No. Non è la prima volta che mi succede, ma ho preferito evitare. Ho pensato che non sarebbe stato preso sul serio".

Che riflessione le resta oggi?

"Mi sono sentita senza voce per una semplice palpata. Non riesco a immaginare cosa provino le donne che subiscono violenze più gravi. Questo fa capire quanto sia difficile denunciare".

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© il Resto del Carlino