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Addio all’ambasciatore De Bosis. Abitò la Torre, emblema di Portonovo

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16.03.2026

L’ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis fa parte della nobile famiglia proprietaria della Torre di Portonovo

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Alessandro Cortese de Bosis ci ha lasciato ieri. Il prossimo 23 aprile avrebbe compiuto 100 anni. Se ne è andato sereno, con il sorriso tra le labbra, circondato dall’amore dei suoi famigliari, delle sue amate figlie, Alessandra, Raffaella e Adriana e nipoti. La cara moglie Marina Boesch, pronipote di Aurelio Saffi, è scomparsa nel 2012. Per gli anconetani era "l’Ambasciatore", abitante della Torre, emblema di Portonovo e di tutta la grande famiglia che ne fa parte. Conoscerlo, parlarci, ascoltare i suoi pensieri era per chiunque una lezione di vita che sarebbe poi rimasta indimenticabile. Il suo indiscusso fascino aveva radici profonde nel ricco terreno dei valori più alti dell’umanità. Valori innati che de Bosis mise al servizio delle istituzioni e di tutta la società sino agli ultimi anni della sua esistenza. Entrato nella carriera diplomatica nel 1954 ha conosciuto e frequentato i cosiddetti grandi della terra. É stato Console italiano a Parigi, Mosca, New York, dove ha istituito la prima scuola italiana negli Usa, e a Washington. Ambasciatore italiano in Ungheria e Danimarca. Ma la cosa di cui più andava fiero era il suo impegno con i giovani. Nato a Roma, nipote di Lauro de Bosis, autore del famoso "Volo su Roma"; ha partecipato alla guerra contro i nazifascisti come ufficiale del Corpo Italiano di Liberazione per ii collegamento con l’8° Armata Britannica. Sino a pochissimi anni fa girava l’Italia per tenere incontri con i giovani studenti e parlare di libertà e democrazia come Presidente dell’Associazione nazionale combattenti forze armate regolari Guerra di Liberazione. Quando per motivi di salute smise di muoversi, proseguì il suo impegno via web tenendo conferenze, l’ultima delle quali proprio un mese fa. Autore di molti libri, nel 2016 scrisse "Il romanzo della Torre", in occasione dei trecento anni di vita della costruzione che lui definiva "Casa Madre", luogo attorno al quale ha girato in maniera centripeta tutta la sua esistenza e quella della sua famiglia. Nel volume Alessandro de Bosis non racconta solo l’incredibile avventura vissuta dalla Torre nei tre secoli ma parla anche della grande famiglia di Portonovo, delle persone che amava dopo anni ed anni vissuti in armonia con "il vicinato" da Aldo, Amleto Roscioni, ad Aroldo, Eugenia e Marco Giacchetti, Lamberto, Elia, Maurizio e Raffaella Fiorini, Marisa, Franco, Edoardo e Federica Rubini, Fabrizio Giacchetti, Marcello Nicolini. Persone che sono l’autentica storia di Portonovo e che hanno visto in Alessandro Cortese de Bosis un amico, un fratello, un padre, uno scoglio bianco, forte e sicuro nel mare azzurro del Conero. La camera ardente sarà allestita da oggi all’INRCA. sino alle 18.30 I funerali si svolgeranno martedì 17 marzo, alle ore 10 nella chiesa delle Grazie ad Ancona.

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