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Professore di liceo truffato per 23mila euro: condannato il finto trader

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23.03.2026

Per il finto trader di 61 anni condanna definitiva a 1 anno e 4 mesi (sospesa)

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Bologna, 23 marzo 2026 – Si conoscono al pub e, tra una birra e l’altra, scatta la proposta: “Investi dei soldi con me, sono un esperto in operazioni bancarie...”. Questo l’inizio della vicenda, che è finita in tribunale e poi in Cassazione. E che si è chiusa, l’altro giorno, con la condanna definitiva dell’imputato. Vittima un professore del Galvani, che è stato truffato per oltre 23mila euro da un 61enne modenese.

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L’incontro al pub e le finte credenziali

Tutto comincia un pomeriggio in un pub di via Zamboni. Il prof conosce lì questa persona, si mettono a chiacchierare, parlano del più e del meno finché l’uomo non propone di “investire” dei soldi assieme a lui, spacciandosi per esperto del settore: “Facciamo insieme operazioni in banca, acquistiamo conti correnti chiusi soggetti a usura bancaria”. L’uomo dice di lavorare per una società specializzata proprio in quest’ambito, cioè acquisizioni di conti e affari simili. E sfoggia tutta una serie di finte credenziali per convincerlo. Il 61enne è riuscito così – con la promessa di facili guadagni tramite operazioni molto vantaggiose – a farsi dare dal professore, nel tempo, la somma di 23.700 euro, che viene consegnata in diverse cessioni di denaro. Dopo un po’, però, non vedendo i ‘frutti’ dei suoi presunti investimenti, il docente inizia a chiedere conto dei soldi spariti ed è allora che crolla il castello di sabbia.

La confessione: “Con quei soldi ho pagato l’affitto”

Dopo molte insistenze e richieste da parte del professore, il 61enne infatti si vede costretto a dirgli la verità: “Non ho niente per le mani – ammette -, mi dispiace. Avevo bisogno di soldi”. A un certo punto scatta quindi la denuncia. E l’imputato, anche in sede di processo, dirà: “Mi vergogno tantissimo di tutto questo, mi dispiace. Con quei soldi ho pagato l’affitto”. E in seguito restituirà alla vittima la somma totale di 9.300 euro. Ma gli altri soldi (16mila euro) sono andati persi. In primo grado è stato condannato a un anno e quattro mesi (pena sospesa), condanna confermata poi in Appello. E in Cassazione il ricorso dell’imputato è stato dichiarato inammissibile.

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L’avvocato del prof: “Ferita aperta anche sul piano umano”

“Una sentenza che definisce la vicenda sul piano penale – le parole dell’avvocato Luca Camaggi, che assiste il professore - ma che lascia aperta una ferita sul piano civile e patrimoniale, dal momento che il mio assistito non è riuscito a recuperare integralmente l’importo oggetto della truffa. Una ferita aperta anche sul piano umano, poi, non solo per la brutta sensazione che resta quando si viene truffati, ma anche perché quella somma ha un peso nel bilancio di una persona”.

La restituzione della somma soltanto promessa

Peraltro, “non era interesse di nessuno arrivare alla condanna penale definitiva – tiene a sottolineare l’avvocato Camaggi –, essendoci da parte nostra la disponibilità a chiudere la vicenda nel caso di restituzione dell’importo. L’imputato prometteva di restituire quei soldi, ma non è mai successo. E quindi la storia è andata avanti fino a ora, chiudendosi con il verdetto della Cassazione”. L’imputato era assistito dall’avvocato Carla Garrasi.

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© il Resto del Carlino