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La sfida vinta del galletto di città

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03.03.2026

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Ho saputo che è sparito il gallo che in zona Andrea Costa cantava spesso senza distinguere troppo tra giorno e notte e suscitando una controversa curiosità tra gli abitanti. Da tempo era stata notata la sua presenza ma nessuno ne ha rivendicato la proprietà. Spero che sia ancora vivo e che qualcuno disturbato dal suo canto non gli abbia tirato il collo. Resta un mistero capire come sia arrivato tra le case di questo quartiere.

Tutti tranquilli il gallo di città è sparito ma è salvo. Dopo settimane di proteste per il suo canto continuo, di giorno e di notte, è dovuta intervenire la polizia municipale che lo ha catturato. Ora il galletto urbano è stato preso in consegna dai volontari della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che gli troveranno una sistemazione da qualche parte in campagna. Come sia arrivato in città nessuno lo sa. Il galletto si era installato in via Aglebert, tra via Sabotino e via Andrea Costa, e secondo i residenti che hanno innescato la protesta non smetteva mai di cantare nemmeno di notte tenendo sveglio mezzo quartiere. Stava bene e trovava anche cibo. E qui il gallo canterino mentre andava in scena Sanremo ha diviso le opinioni. C’è chi non ne poteva più e chi non avrebbe voluto perderne la presenza perché in fondo era una nota di allegria. Ma perché il galletto urbano di produceva in un chicchirichì continuo? Questi animali cantano per istinto secondo un orologio biologico, ma possono alterare la frequenza se stimolati da rumori e luci per loro anomali. E così è successo probabilmente per il galletto che reagiva a luci dei lampioni, al rumore delle auto, alle voci e a tutti gli stimoli inconsueti che può dare la città ad un animale nato per stare in campagna. Il gallo tornerà ad abitare tra aie, prati e frutteti, cioè casa sua. Però ha vinto la sfida: ha dimostrato che può cavarsela anche tra le case.

mail: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it

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