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La paura negli hotel: "Dopo i missili i telefoni sono muti. Prenotazioni ferme"

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06.03.2026

Gli effetti del conflitto in Iran e il timore di ulteriori rincari. Preoccupazione per la Pasqua. Carasso: "Seguiamo gli sviluppi".

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Il telefono non suona più, e la posta elettronica langue. Negli hotel le richieste di preventivi e prenotazioni si è fermata dopo le prime esplosioni in Medio Oriente. Poi ci sono i costi energetici che sono aumentati a dismisura in pochissimi giorni. Spese che le strutture ricettive dovranno sostenere a partire dalla Pasqua quando si attendono i clienti, ma sarà ancora necessario riscaldare le strutture alberghiere con il gas metano o l’elettricità. "Purtroppo la preoccupazione è visibile - premette Antonio Carasso di Promozione alberghiera -. Con l’inizio del conflitto si sono fermate le richieste in hotel, e mi riferisco anche a quelle di stranieri che stavano prenotando per la prossima stagione". Sul fronte dei rincari energetici, oltre ai maggiori costi che dovranno sostenere le strutture ricettive "si pone il tema del peso che questi maggiori costi avranno sulle famiglie, e dunque sulla loro capacità o intenzione di prenotare le vacanze. Per la Pasqua seguiamo con attenzione le prossime settimane visto che di norma i clienti prenotano a ridosso della festività". Insomma, siamo daccapo, come già accaduto negli ultimi anni con il conflitto in Ucraina e prima ancora con la totale incertezza dovuta alla pandemia. In questi giorni di inizio marzo molti hotel stanno lavorando appieno con i congressi e la fiera Key Energy, ma cosa accadrà per la Pasqua? Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi, invita a non fasciarsi la testa. "E’ presto per trarre conclusioni, abbiamo davanti a noi diversi scenari possibili, vediamo come evolvono le cose. In passato la difficoltà o la rischiosità nel trascorrere le vacanze all’estero aveva prodotto risultati anche nella nostra realtà con arrivi di clienti che sarebbero altrimenti andati in Paesi tropicali, ad esempio. Chiaramente mi auguro che il conflitto possa risolversi il prima possibile, ma comunque sia non siamo nelle condizioni di fare previsioni a lungo termine". Intanto gli umori tra gli albergatori non sono dei migliori. "Le notizie di guerra e le tensioni tra grandi potenze generano inevitabilmente un clima di ansia e instabilità che può influenzare le scelte di viaggio delle famiglie e dei turisti, a maggior ragione ora che la stagione estiva è alle porte" sottolinea Lucio Bonini, ceo con Andrea Sacchetti di Alberghi.it, il portale specializzato in promozione delle strutture alberghiere. "La pessima situazione geopolitica attuale non ci permette di fare progetti a lungo termine, siamo costretti a vivere alla giornata - racconta Tiziana Colinucci, dell’hotel Mary Fleur di Viserba -. Preoccupa soprattutto l’aumento previsto dei costi dell’energia elettrica e delle materie prime".

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