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Parla Taylor, il tiktoker delle messe indagato per vilipendio: “Non criticavo i credenti ma chi fa recensioni su tutto”

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23.03.2026

Il tiktoker Taylor Ragazzini è stato indagato per offese a confessione religiosa per recensioni ironiche di messe in video

Articolo: Chi è Taylor Ragazzini, il tiktoker nei guai per le recensioni delle messe: denunciato per vilipendio

Articolo: Il tiktoker recensisce le messe: indagato per vilipendio

Ravenna, 23 marzo 2026 – “Non me l’aspettavo proprio tutto questo clamore, speravo di no. E comunque non voleva essere una critica verso le chiese ma verso i recensori. Oggi esistono programmi che recensiscono tutto, dagli hotel ai ristoranti. Ecco: la mia voleva essere una critica a quel mondo televisivo che per forza deve mettere parola su ogni cosa”.

Un refolo di notorietà che lo ha investito all’improvviso. Taylor Ragazzini, 31 anni, studente di antropologia, si è ritrovato sui giornali per una indagine scaturita da video nei quali propone telecronache ironiche talvolta dissacratorie di alcune messe. Il reato fin qui contestato? Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone e di cose.

Ci tolga subito una curiosità avulsa da questa vicenda: il suo nome...

“A mia madre in particolare piacciono i nomi anglosassoni che iniziano con la T e che ricordino il fordismo... no, scherzo! Comunque mio fratello si chiama Taymer e mia sorella Tamara”.

Se lo aspettava di potere diventare il personaggio del momento?

“No... speravo di no. Mia madre non esce di casa: ha paura di leggere qualcosa fuori dai ranghi... Per il resto, non è successo niente”.

“Mi stanno molto vicino, sono molto dalla mia parte. Mi hanno difeso, mi fanno vedere cosa esce. Con me la stampa è stata molto positiva: sono contento, ora mi piacerebbe un po’ di dissing... magari scriva male della Meloni (ride, ndr)”.

Ho visto che nei suoi video ha citato Fabrizio Corona.

“Lui fa il figo contro Mediaset...ma contro Signorini sono bravi tutti, io punto un po’ più in alto...”.

Come le è venuta l’idea di recensire le messe?

“Studio antropologia: quello della religione è un mondo che mi affascina particolarmente”.

Come è partita la sua prima recensione “ecclesiastica“?

“Ero andato per vedere come fosse. In quel periodo non riuscivo a dormire: pene d’amore... non sapevo come affrontare il momento; ho sempre cercato l’ironia, di metabolizzare e trasformare. Così mi è partita la scintilla e vado a messa: una sperimentazione”.

Secondo lei chi ha segnalato il caso in procura?

“Può darsi che ci siano state varie segnalazioni sui social. I video poi li ho rimossi: in tutto erano sei e uno era arrivato a 350 mila visualizzazioni”.

“Diciamo che ho credenze che non hanno determinate chiusure o riscontri in qualcosa di riconosciuto. Però ho molto rispetto per le credenze altrui: mi dispiace che passi il messaggio che io non sia credente e che giudichi i credenti”.

Secondo lei, di quei video cosa potrebbe avere più dato fastidio a un cattolico ?

“Non ho bestemmiato ma forse alcune parole che ho pronunciato, sono state un poco forti. (Qui si rifà all’antropologo statunitense Clifford James Geertz, ndr). Credo siamo di fronte a un simbolo: in un determinato spazio, qualcuno che viene dall’esterno e infrange una sorta di patto”.

“Preferiscono non dirlo”.

Da quanto tempo ha la passione dei video?

“Direi da sempre: già con le prime videocamere, quando avevo 10 o 11 anni”.

Ha mai pensato che possa diventare il suo lavoro?

“Non sono uno da partita Iva, uno che guarda i numeri: non ce la potrei fare, mi piace come hobby”.

(Ride) “La moschea...”.

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© il Resto del Carlino