Sassoli e il sogno Olimpiadi 2040: “Un’alleanza fra territori per presentarsi al mondo”
Lorenzo Sassoli de Bianchi, fondatore e presidente di Valsoia
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Bologna, 29 febbraio 2026 – Le Olimpiadi 2040 diffuse tra Bologna, Firenze e Roma?
“Sarebbe un bellissimo modo di presentarsi al mondo”. È entusiasta dell’idea, Lorenzo Sassoli de Bianchi, imprenditore, scrittore e filantropo, fondatore e presidente di Valsoia. “E non potrebbe essere altrimenti, visto che proposi illo tempore le Universiadi a Bologna e, più di recente, i Mondiali di basket sotto le Due Torri. Credo fermamente nella bontà di questi eventi”.
Cosa potrebbe aggiungere Bologna a un’organizzazione di questo tipo?
“Bologna vincerebbe non sul gigantismo, ma sulla qualità: c’è un aeroporto internazionale da 10 milioni di viaggiatori, poi l’Alma Mater è un vero laboratorio di idee. La città potrebbe caratterizzarsi per le Olimpiadi della Cultura. A Firenze, invece, una sorta di Olimpiadi dell’Arte”.
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La proposta, lanciata per la Toscana da Matteo Renzi e per Roma dal sindaco Roberto Gualtieri, sarebbe di un’edizione diffusa tra più territori e città. Funziona, secondo lei?
“Questo è il trend del momento. La sostenibilità ambientale ed economica sono ormai aspetti principali di questi eventi. Il tempo delle cattedrali nel deserto è finito, si scelgono location dove ci sono già gli impianti, magari si coglie il momento per ristrutturati. Ecco, per Bologna sarebbe l’occasione di avere uno stadio rinnovato. La verità è che le scadenze danno stimolo alle opere pubblico, sono uno sprone a rinnovarle o restaurarle”.
I lavori da fare non mancherebbero, nelle città di cui abbiamo parlato...
“Tutto dev’essere adeguato, ma ciò aiuta le infrastrutture. Faccio un esempio per Bologna: si potrebbe fare il villaggio olimpico al Cavaticcio, poi trasformarlo in uno studentato universitario. Il territorio ci guadagna. Un po’ come ha fatto Milano”.
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Tutte le volte che si parla di Olimpiadi e di grandi opere, però, c’è sempre qualcuno che si mette di mezzo.
“L’assegnazione dei Giochi è una scelta politica. Per vincere le prime resistenze bisogna puntare sulla sostenibilità, gli ambientalisti sono i primi a insorgere. Però va detto che la nostra società è più matura, non mi sembra siano stati fatti scempi, abbiamo superato quella fase”.
Gualtieri punta a Roma 2040.
“Un’Olimpiade in Italia non può non toccare la Capitale. Ma sull’asse con Firenze, Bologna e anche Milano, il progetto può diventare davvero solido. Del resto, tra Roma e Milano ci sono tre ore di treno, meno di quanto ci si mette tra Milano e Cortina”.
E cosa bisogna fare perché il sogno di avveri?
“Bisogna che le istituzioni facciano sapere al Coni che sono pronte. Deve essere chi amministra le città di cui abbiamo parlato ad alzare la mano”.
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