Cesena, difesa da retrocessione. È la peggiore tra le prime otto
L’ultimo clean sheet di Klinsmann il 7 marzo nella gara di Modena
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Guida tecnica nuova, con annesso cambio di modulo, ma i vizi rimangono gli stessi e, se possibile, anche peggiorati. Il Cesena si conferma squadra che incassa reti con una facilità disarmante, delle prime otto in classifica è di gran lunga la peggior difesa con 50 gol in totale al passivo, nove in più della Juve Stabia, la più vicina in tema di difese di burro, e quasi il doppio del Monza che con 27 gol subiti, da questo punto di vista, è la squadra più virtuosa della cadetteria. I numeri del Cavalluccio viaggiano a braccetto con quelli delle ultime della classe, solo il Pescara (61) ha dati se vogliamo irraggiungibili, ma tra le pericolanti c’è chi ha fatto poco peggio. Per esempio lo Spezia(51 gol subiti), la Reggiana (53) e il Bari (53) ma anche chi ha statistiche leggermente migliori come l’Entella (47).
L’avvicendamento in panchina, dicevamo, non ha portato giovamenti, anzi, nelle quattro partite a conduzione Ashley Cole le medie sono peggiorate. Da Mantova in poi Jonathan Klinsmann è capitolato per ben sette volte senza aggiungere altri clean sheet agli appena quattro di questa stagione, l’ultimo quello di Modena il 7 marzo, oltre un mese fa. Media gol incassati con il tecnico inglese 1,75 a partita. Michele Mignani, nei trenta match sulla panchina romagnola aveva un 1,43, con la media totale della stagione che sfiora il gol e mezzo ogni novanta minuti, 1,47 per la precisione.
Il cammino in questa annata va doverosamente diviso in due capitoli che raccontano storie ben diverse, quasi si parlasse di squadre differenti. Fino al giro di boa, Ciofi e compagni viaggiavano con un onestissimo 1,05 gol a partita, dato in linea con le altre formazioni della stessa fascia di classifica. Da gennaio in poi il crollo sotto tanti punti di vista, compresa la capacità di chiudere la porta agli attaccanti avversari. Non è una questione di moduli, dalla difesa a tre targata Michele Mignani si è passati allo schieramento a quattro di Cole, così come non è un fattore legato agli uomini con i protagonisti della linea arretrata che sono cambiati tante volte negli ultimi tre mesi. Piuttosto si può parlare, in generale, di una fase di non possesso palla non gestita al meglio, aggravata, nelle ultime settimane, da disattenzioni e errori personali che non hanno di certo aiutato, vedi l’autogol di Zaro a Mantova, la papera di Klinsmann contro il Sudtirol, o l’incomprensione tra Zaro e Frabotta che ha lanciato Carissoni verso la porta bianconera per il 2-0 della Juve Stabia.
Il problema è noto all’interno dello spogliatoio, lo hanno detto chiaramente sia Zaro che mister Cole a fine gara a Castellammare di Stabia, ma se si vuole provare a centrare l’obiettivo playoff, nelle ultime quattro partite che mancano da qui alla fine, l’inversione di rotta deve essere chiara e decisa. Ma se l’atteggiamento e l’attenzione, quando si tratta di difendere, sono quelli visti al Menti, sabato a Palermo contro il terzo attacco del torneo guidato dal capocannoniere Pohjanpalo (21 reti) i guai rischiano di diventare ancora più grossi.
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