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Lo Studentato d’Urbania rischia di arenarsi

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08.04.2026

"Abbiamo avuto una marea di visite, ma le conferme al momento sono solo dieci. Vi spiego perché" .

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La struttura del Barco Ducale dovrebbe essere il primo convitto scolastico dell’entroterra, una bella novità per l’Istituto della Rovere e per il territorio. Il condizionale è d’obbligo: "Abbiamo avuto una marea di visite – spiega la dirigente scolastica Antonella Accili –, a livello di conferme però siamo su una decina circa. Con la fine dell’anno scolastico però potrebbero esserci altre adesioni. Intanto, però l’azienda Imab di Fermignano ci ha fornito delle camere bellissime, mentre vanno ultimate mensa e cucine".

Può essere un buon inizio ma non è certo un boom di adesioni: "Alcuni ci hanno cercato anche da fuori regione perché la proposta scolastica dei nostri corsi è di alto livello ma poi ci scontriamo con delle difficoltà – analizza la Accili –: dove sono i mezzi pubblici quando finiscono le lezioni? Come tornano a casa e verso Urbania gli studenti? La domenica sera non ci sono praticamente corse ed essere a scuola il lunedì mattina con i bagagli e tutto non è certo l’opzione ottimale. Poi ci sono le difficoltà organizzative ed economiche: il potere d’acquisto delle famiglie è sempre più basso e mantenere un figlio fuori comunque costa dei soldi. L’incertezza del momento geopolitico mondiale non gioca certo a nostro favore. Poi c’è la rete: il convitto di Urbania doveva essere il convitto dell’entroterra ma non mi risulta che le altre scuole lo abbiano troppo pubblicizzato. Poteva accogliere studenti dell’Alberghiero di Piobbico o delle scuole urbinati. Qui abbiamo il progetto, una struttura pronta e un servizio che può partire, è molto più concreto che non pensare a fare altri convitti per Urbino".

E se le iscrizioni al Della Rovere si confermano sugli stessi numeri degli scorsi anni, il convitto del Barco non è detto parta con queste cifre: "È ancora possibile – continua l’Accili – ma serviva consorziare le scuole e indirizzare verso Urbania tutti quelli che volevano una sistemazione, pensare di proporne altri mi sembra impossibile per i costi, per gli orari di alcune scuole, per le quali è impensabile puntare alla settimana corta, per il personale necessario a gestire un convitto. Urbania avrà un Liceo del Made in Italy unico in provincia, un corso di Moda unico in regione, un corso per geometri e un agrario che ci sono solo qui e a Pesaro. Avevamo tutte le caratteristiche necessarie per partire, eppure facciamo difficoltà".

E questa corsa alla settimana corta? "Mi sembra difficile per alcune scuole che hanno molte ore, anche perché poi nasce il solito problema di logistica con autobus e pullman all’uscita del rientro. Noi facciamo fatica anche a fare dei potenziamenti pomeridiani perché poi non ci sono i trasporti. Con gli studenti impegnati in due rientri settimanali poi si creerebbe anche una crisi nel mondo sportivo e associativo, pensate agli allenamenti delle varie squadre giovanili. Bisognerebbe poi anche creare le mense nelle scuole, perché con uno o due rientri i ragazzi non potrebbero andare avanti con i panini portati da casa. Per non parlare di costi dell’energia e del personale che dovrebbe fornire il Ministero come cuochi, collaboratori scolastici, educatori, infermieri e inservienti vari".

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