Trieste, nuovo trasferimento dei richiedenti asilo dal Porto Vecchio: operazione iniziata all’alba
Muhammad Umer, pachistano di nemmeno vent’anni, viene scortato fuori dal magazzino 7 alle prime ore del mattino. Il volto infreddolito e stropicciato dal sonno, il centogrammi sporco delle polveri dei cantieri, in spalla lo zainetto con dentro i pochi averi rimasti dal cammino: il telefonino, il caricabatterie, due soldi e un paio di calzini. Altro non ha perché, racconta, nel mese trascorso in quell’hangar scuro non di rado è stato preso di mira da sconosciuti più grandi di lui, e derubato di quanto aveva in tasca. «It was cold and dangerous». «Era freddo e pericoloso», dice rivolto alle sue spalle, già in fila in largo Santos. In attesa d’essere trasferito altrove.
La scena è la stessa vista una settimana fa, fotogramma dopo fotogramma. Le ronde alle prime luci dell’alba, il pattugliamento dell’area, quindi l’inizio dell’operazione disposta dalla Prefettura, attorno alle 7.30 del mattino.
Nel vecchio scalo è presente personale di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale, coordinato dalla Questura per i controlli nei fabbricati e per l’identificazione dei profughi. All’attenzione ci sono, questa volta, i fatiscenti magazzini 7 e 10, nella fila più centrale di edifici all’altezza del Molo III, in........
