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Tecnobarbari, è tempo di ritornare a Socrate

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09.02.2026

Australia, Francia e Spagna hanno deciso di vietare i social ai minori di 16 anni. Gran Bretagna, Germania ed altri, solo per restare in Europa, sono prossimi a farlo. Ovviamente, tutti sono ben consci che il divieto sarà molto difficile da applicare nella realtà, poiché non mancano meccanismi per eluderlo. Si tratta non solo di una questione di principio, ma di un tema che riguarda la nostra stessa civiltà. Una civiltà che si è formata in virtù della elaborazione plurimillenaria di scienze e tradizioni, che sono potute sopravvivere e migliorare grazie alla conoscenza della storia e del pensiero umano. Un approccio che ha reso possibile migliorare la vita degli uomini, riducendo la quantità di penosa fatica necessaria per poter sopravvivere, e arrivare gradualmente ad una civiltà della conoscenza, quella attuale, dove l’elemento fondamentale del progresso umano è costituito proprio dal sapere diffuso quale elemento unificante del futuro dei popoli. Questo patrimonio si sta rapidamente dilapidando, con un moto tanto impetuoso da non consentirci nemmeno di rendercene conto. Il paradosso è che la realtà odierna è il frutto dell’elaborazione del pensiero umano, che sembra essersi spinto fino al punto di ritenere di aver esaurito il suo compito, delegando alle macchine non più la sola fatica fisica, ma anche quella del più banale esercizio intellettuale.

La scienza e la tecnologia che noi stessi abbiamo........

© Il Messaggero