GP d'Australia, la Mercedes si toglie la maschera: le Frecce di Antonelli e Russell sono le monoposto da battere
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La pole è già assegnata, ma solo domani all’alba lo scenario sarà più delineato. Il gran premio “down under” scatterà alle 5 ora europea (diretta su Sky) e a quel punto non ci sarà più bisogno di nascondersi perché verranno assegnati punti pesanti che saranno i primi tasselli per un titolo ancora più prestigioso del solito in quanto il primo di una nuova era. Diversi aspetti sono ormai consolidati: la grande rivoluzione, che doveva sconvolgere lo scenario con monoposto tutte nuove nel telaio, nella power unit e nell’aerodinamica, forse non ci sarà perché le squadre sono partite da lontano e, a quanto sembra, hanno lavorato più che bene ai simulatori.
L’affidabilità è garantita ed anche le precedenti gerarchie appaiono blindate. I quattro top team saranno in vantaggio sugli altri, McLaren, Mercedes, Red Bull e Ferrari, e nessun rivale pare capace di inserirsi. Alle loro spalle sgomitano Racing Bulls ed Haas con la neo arrivata Audi pronta ad infilarsi. Williams ed Alpine con le power unit di Stoccarda devono crescere con gli sviluppi, mentre Cadillac e Aston Martin sono a distanza rilevante. Se la prima è una esordiente assoluta ed è doveroso concedergli un periodo di rodaggio per mettersi in sintonia con il Circus della velocità, la vera sorpresa, ma in negativo, è il team britannico motorizzato in esclusiva dai giapponesi della Honda che hanno dominato sulla Red Bull di Verstappen.
La “verdona”, che era attesa ad un grande balzo, ha fatto il passo del gambero: tutto è in ritardo, le prestazioni sono lontane e il propulsore termico nipponico genera così tante vibrazioni da mandare in tilt le batterie e ko i piloti. Un disastro. Le differenze fra gli otto piloti che dispongono dei bolidi migliori sono tutto sommato contenute visto gli ampi margini di sviluppo. Più si avvicina la gara, però, e più emerge la situazione ipotizzata da molti prima di presentare le vetture: le unità motrici Mercedes a disposizione di quattro squadre danno l’impressione di essere in vantaggio, consentendo alla McLaren e, soprattutto, al team guidato da Toto Wolff di allungare sugli altri.
Il vero responso, anche se niente affatto definitivo, ci sarà domani perché, con il nuovo scenario guidato dalla gestione dell’energia, le qualifiche potrebbero contare meno che in passato.
Le partenze saranno caratterizzate dal tipo di turbina adottato poiché quest’anno non c’è più la spinta garantita dalla sovralimentazione elettrica. C’è chi ha scelto turbocompessori più piccoli per minimizzare il ritardo di risposta, quindi anche lo scatto da fermo, ma potrebbe pagare l’opzione nel corso della gara. Sia come sia, nei primi giri all’Albert Park di Melbourne le Mercedes sembrano competitive nel giro secco, ma potrebbero avere addirittura un altro passo sul ritmo di gara.
Il panorama si evince da una serie di indizi che potrebbero essere molto più di una prova. La tranquillità che mostrano Russell ed Antonelli e, soprattutto, i long run fatti, in particolare dal britannico, nelle prove iniziali del venerdì quando si cerca di ottimizzare il comportamento in assetto di gara. I tempi hanno il loro valore, ma contano parecchio anche le impressioni dei piloti che vedono i rivali in pista. Ed a lanciare l’allarme è il ferrarista Leclerc. Charles non è certo preoccupato, il percorso è lungo e tutti i ragazzi di Maranello si sono dichiarati soddisfatti del lavoro fatto finora.
Però sembra ammettere che, all’esordio, le Frecce d’Argento fanno paura: «Ora cominciano a scoprirsi e sulla distanza sono molto forti. Mi hanno impressionato». C’è pure da dire che il fresco sposo monegasco non ama molto i primi due tracciati di Melbourne e Shanghai, mentre Hamilton è un altro rispetto al triste Lewis dello scorso anno. Le forze in campo, quindi, potrebbero dare buone chance al nostro Kimi che è sicuramente pronto a sfruttarle anche se ha in George un compagno di squadra molto forte ed ormai esperto al punto giusto.
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