Il cambio di passo dell’economia italiana
Ora che l’economia italiana ha spezzato (si fa per dire) il muro dello ‘zero virgola’, e nell’ultimo semestre è cresciuta a un tasso annualizzato dell’1,01%, è tempo di ritornare sulla vexata quaestio: c’è stato un punto di flesso, un cambiamento di rotta, fra il ‘prima e dopo’ la pandemia?
Ma proprio i dati del secondo semestre stanno lì a confermarcelo, facendo un confronto fra quello che è successo ‘prima’ e ’dopo’ il Covid. Il ‘prima’ parte dalle stime del Pil trimestrale, che sono disponibili, nei dati Istat, a partire dal 1996. Mettiamo a confronto il periodo – più di un ventennio – fra il primo trimestre del 1996 e il quarto del 2019 (subito ante Covid). Il secondo parte dal 4° 2019 e arriva – secondo la disponibilità dei dati – al 4° 2025 (per il Pil) o al 3° 2025 (per le altre grandezze). Dette grandezze sono il Pil, il Pil esclusi gli investimenti in abitazioni, gli investimenti in costruzioni escluse le abitazioni (edilizia industriale, commerciale e opere pubbliche), e, infine, gli investimenti diversi dalle costruzioni (si tratta di macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto e armamenti). A confronto sono due aree: l’Italia e il resto dell’Eurozona.
Guardiamo dapprima all’andamento del Pil. Nel primo periodo la performance dell’economia........
