No ai lumbard, la Liga Veneta difende Salvini
Chi gioca per vincere, chi si arrocca in difesa. Sull’onda dei sondaggi sfavorevoli e dell’esodo “futurista”, la Lega lombarda giudica esaurita la stagione di Matteo Salvini e lo invita, tout court, a valutare il passo indietro.
Una mossa senza precedenti nella storia recente del partito, pure turbolenta. Condivisa – è il caso del governatore Attilio Fontana e del capogruppo dei senatori Massimiliano Romeo – dagli esponenti più autorevoli del direttivo. Ignorata in toni disinvolti dal segretario e vicepremier, piombato la settimana scorsa in via Bellerio nel (vano) tentativo di sedare gli animi.
Un affondo che riaccende le tensioni alla vigilia di Pontida ma sconta, come dire, la pallida attitudine alla leadership della sponda nordestina. Perché i milanesi scommettono sul carisma di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga – i naturali candidati alla successione – ma entrambi i veterani recalcitrano alla sfida, persuasi, forse, che gli equilibri interni scaturiti dall’ultimo congresso e dalle nomine successive, rendano inattaccabile il “cerchietto magico”........
