Medicina, tempi supplementari finiti: pochi bocciati ai test di recupero
Gli esclusi hanno optato soprattutto per Biotecnologia e Farmacia
Per approfondire:
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I numeri della Statale
In Statale, 419 aspiranti medici avevano passato le prove al primo colpo (o al secondo) senza bisogno di recuperare qualche esame, come 31 candidati per Odontoiatria e 61 per Veterinaria; 217 erano rimasti in sospeso, con uno o due esami da recuperare.
Gli esclusi hanno optato soprattutto per Biotecnologia e Farmacia
Avevano tre chance a disposizione: alla prima l’87% ha passato Fisica, il 76% ha superato Biologia e il 66% Chimica. Ma alla fine dei tre turni, si sono immatricolati a Medicina altri 143 studenti; a Odontoiatria in 28 e a Veterinaria 44. Solo uno studente di Odontoiatria non ha passato gli esami.
Le scelte alternativa
Altri 141 candidati si erano rimessi alla prova per entrare invece in uno dei corsi affini: 98 ce l’hanno fatta. Dove andranno? Due frequenteranno Allevamento e benessere degli animali d’affezione, 27 Biotecnologia, 10 Biotecnologie mediche, 6 Chimica e tecnologia farmaceutiche, 20 Farmacia, 9 Infermieristica, 3 Ortottica e assistenza oftalmologica, 15 Scienze biologiche, uno Scienze delle produzioni animali, 4 Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare e un altro studente Tecniche ortopediche.
I numeri della Bicocca
In Bicocca avevano passato gli esami al primo colpo in 224 (saturando così i banchi a disposizione per Medicina), ai corsi di recupero si erano iscritti in 91 di cui 66 per potere accedere ai corsi affini (14 hanno optato per Biotecnologie, 13 per Scienze Biologiche e 19 per Infermieristica nelle sedi di Monza, Lecco e Bergamo). Otto non si sono iscritti agli appelli, due non hanno superato Biologia e in 56 hanno completato il recupero. Per Odontoiatria e protesi dentaria, gli studenti iscritti al corso di recupero sono stati 25. Uno non si è poi presentato e un altro non ha superato Biologia; 23 hanno recuperato tutti i crediti. Dopo i correttivi approvati in corso d’opera e i “tempi supplementari“ si volta pagina.
La rettrice Marina Brambilla
“Il semestre aperto ha rappresentato una grande sfida per le università, che ha richiesto un impegno importante in termini di programmazione didattica, risorse umane, servizi agli studenti e coordinamento interno – sottolinea la rettrice Marina Brambilla – . La Statale ha risposto con responsabilità e senso istituzionale, riorganizzando tempi, spazi e modalità di insegnamento per garantire la più alta qualità e il miglior supporto possibile in una fase che si è dimostrata così delicata per tanti studenti. Adesso è il momento di analizzare i dati e recepire i feedback sull’esperienza fatta, per consolidare un bilancio che possa aiutarci anche ad identificare possibili aree di miglioramento”.
Giuseppe Carrà, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Milano-Bicocca
“Come ateneo anche le ultime fasi hanno confermato buoni risultati, non ci sono posti vuoti e anche ai corsi di “atterraggio“ sono “atterrati“ tutti – commenta Giuseppe Carrà, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Milano-Bicocca –. Ora ci aspettiamo un’analisi di quello che è andato bene e degli aspetti più problematici a livello di sistema. La prospettiva più ventilata per il prossimo anno è quella di dare indicazioni più precise sulla didattica in presenza, la revisione dei syllabus e il coinvolgimento di una platea di esperti più ampia per la definizione delle prove d’esame, con il coinvolgimento anche dei docenti delle scuole superiori, per avere meglio l’idea dei livelli di preparazione, e della componente studentesca che avrà cose molto utili da dire sulla base di questa esperienza”.
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