Evasione di Artem Uss, sconto di pena in appello per Dmitry Chirakadze. “Andremo alla Corte Europea”
L'arrivo al palazzo di giustizia di Milano di Dmitry Chirakadze
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Milano, 26 febbraio 2026 – Sconto di pena, in appello, per Dmitry Chirakadze, presunto regista dell'evasione di Artem Uss, imprenditore russo e figlio del governatore di una regione siberiana, dagli arresti domiciliari che stava scontando a Basiglio in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. La Corte d’Appello di Milano l’ha condannato a due anni e due mesi di reclusione revocando l'interdizione dai pubblici uffici, in parziale riforma della sentenza di primo grado che lo aveva condannato a tre anni e due mesi.
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Dmitry Chirakadze si è sempre professato innocente. “È una vicenda che ha in qualche modo compromesso in maniera incisiva i diritti della difesa, il diritto della salute, il diritto di difendersi, il diritto alla controprova, il diritto alla corretta valutazione della prova dichiarativa, laddove vi sia chiamata in correità: insomma sono degli argomenti che sicuramente la difesa ha intenzione di proporre alla Corte europea", aveva affermato dieci giorni fa l'avvocato Tatiana Della Marra che, con Alessandro Diddi, difende Chirakadze.
"Il mio cliente è molto arrabbiato con la giustizia italiana e credo che abbia ragione perché il trattamento che ha subito non è stato equo e non abbiamo dato un buon esempio visto che, anche in questo momento, dove si parla di garanzie di separazione delle carriere e ci ammantiamo di essere dei grandi garantisti in questo processo la giustizia non è stata garantista nei confronti di Chirakadze".
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Lo afferma Alessandro Diddi che con la collega Tatiana Della Marra difende il 56enne, a margine della lettura della sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha riformulato parzialmente la condanna inflitta in primo grado diminuendola a due anni e due mesi. "Lo dico da cittadino non da avvocato e mi dispiace molto perché questo sarà un caso che farà parlare nel prossimo futuro, perché dovete immaginare che quest'uomo alla Corte Europea dei diritti dell'uomo ci andrà di sicuro e non faremo una bella figura", sottolinea il legale.
"È impensabile che non si faccia" ricorso alla Corte Europea, trattandosi di "una persona gravemente malata che non è stata curata, ha avuto delle patologie piuttosto importanti e purtroppo il problema di tutti gli istituti penitenziari italiani è che non sono in grado di curare i detenuti".
Il ricorso in Cassazione
"Si potrà migliorare in Cassazione, siamo convinti dell'assoluta estraneità di Dmitry Chirakadze al fatto che gli è stato contestato". Lo afferma Alessandro Diddi che con la collega Tatiana Della Marra difende il 56enne accusato di essere il coordinatore dell'evasione di Artem Uss, a margine della lettura della sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha riformulato parzialmente la condanna inflitta in primo grado diminuendola a due anni e due mesi. "Abbiamo raccolto un parere positivo da parte del pubblico ministero per la concessione degli arresti domiciliari - prosegue il legale - che non è una cosa non era affatto scontata".
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