Single a Milano, cosa c’è dietro le cifre. Mercato immobiliare, spesa e incontri: la vita dei solitari per scelta (o obbligo)
L’esercito dei “solitari“ milanesi
Per approfondire:
Articolo: Turismo, cambia il baricentro generazionale: tra i millennial budget record, casa e sanità frenano gli over 45Articolo: Gli immobili residenziali al più 2%. Città dei single, c’è fame di bilocaliArticolo: Una giornata insieme a Luisa, 86 anni, pensionata di Bruzzano: “La solitudine non era un problema, ora capisco che ho bisogno degli altri”Milano, 11 marzo 2026 – Nuovi pionieri, individui strani, eroi orgogliosi di bastare a sé stessi, spesso fuori dagli schemi. Così Giorgio Gaber dipingeva “I Soli“ nel brano scritto con Sandro Luporini quasi 40 anni fa. Forse già immaginava che quei pionieri sarebbero diventati un esercito.
Soprattutto a Milano, “la città dei single“, la metropoli italiana in cui le famiglie composte da una sola persona superano la metà del totale. Dove il 57% degli oltre 780mila nuclei è composto da un solitario e le persone celibi e nubili sono passate dal 40,2% al 50% in vent’anni. Una condizione che ha già trasformato la società.
I numeri Il calo demografico Il mercato immobiliare La spesa Il Piano Welfare Gli incontri
I numeri
Nel 1999 a Milano, le famiglie “monocomponenti“ registrate all’Anagrafe erano 295.718. E sono cresciute anno dopo anno. Erano oltre 300mila nel 2000; hanno superato quota 354mila dieci anni dopo. E nel 2024 (l’ultimo dato disponibile) i “single“ milanesi registrati sono 434.617. Un mare magnum che comprende tutto, dai giovanissimi che si emancipano dai genitori (e che magari un domani, chissà, formeranno una coppia) agli anziani rimasti vedovi.
Ma anche coloro che scelgono di vivere soli. Una tendenza che nell’ultimo quarto di secolo ha preso sempre più piede.
Il calo demografico
Anche la “denatalità“ è diventata (purtroppo) una tendenza. Se è vero che nella metropoli il numero di abitanti aumenta, i decessi sono sempre più delle nascite. I bambini nati a Milano nei primi cinque mesi del 2020 erano stati 4.345: nello stesso periodo del 2025 sono 3.744, cioè -14%.
Assonidi ha già lanciato l’allarme: “Il 40% dei nidi rischia di sparire entro il 2036”. L’aumento dei “singoli“ verosimilmente ha un peso. Ma le cause, come rilevato anche in più ricerche mirate, sono diverse: intanto, crescere un figlio a Milano costa circa il 20% in più rispetto alla media nazionale.
Tra le ragioni ci sono anche quelle lavorative e organizzative. Quel che manca, stando alle voci delle famiglie interpellate nei sondaggi, sono soprattutto, “servizi” e “valorizzare le donne anche al rientro della maternità”.
Il mercato immobiliare
L’esercito di single ha ripercussioni sul mercato immobiliare. Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato le compravendite nel primo semestre del 2025, Milano è la metropoli con la percentuale più bassa di acquisti da parte di famiglie intese come coppie con figli: 53,9% (mentre gli acquirenti single sono il 46,1%). La media nazionale è 67,2%.
L’abitazione principale rimane il target primario degli acquisti di single (81,8% delle compravendite). E i preferiti sono i trilocali (35,1%). Ancora, il 48,3% di chi sceglie di affittare è single.
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La spesa
Le confezioni “formato famiglia“ sono sempre meno sugli scaffali del supermercato. Piuttosto, è aumentata la presenza di prodotti monoporzione, più gettonati da chi vive solo. I supermercati si sono adeguati offrendo confezioni ridotte per ridurre gli sprechi e anche più piatti pronti nei reparti gastronomia e monoporzioni di cibi freschi.
Il Piano Welfare
Nel piano di sviluppo Welfare 2025-2027 del Comune, si considera che circa 78mila persone over 65 (di cui il 71% donne) vivano in condizioni di non autosufficienza. Condizione aggravata dalla sempre più accentuata solitudine.
“Alla luce dei dati demografici, si comprende come la capacità delle reti familiari di rispondere ai bisogni di cura e assistenza si sia ridotta”. Si va verso “coprogettazioni“, che uniscono pubblica amministrazione e il Terzo settore.
Gli incontri
Vivere soli però non significa non innamorarsi o non cercare incontri. E nell’epoca del digitale, spopolano le app. Resiste Tinder, più pratica, ma avanzano Hinge e Bumble dove c’è più selezione, solo per citarne un paio. Ma c’è chi punta subito sullo sguardo fisico.
E alla domanda corrisponde l’offerta: cene per single, locali dedicati e anche gite. Per vivere mantenendo “quell’aria un po’ da saggi – come cantava Gaber –, un po’ da adolescenti”.
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