La lama a un centimetro dal cuore, parla il liceale accoltellato a Porta Romana: "Violenza all’improvviso. Sono vivo per un soffio"
L’aggressione al ragazzo (in verde) in via Salasco in zona Ripamonti Vigentino
Per approfondire:
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Cosa ricorda di quel momento? L’aggressione è stata improvvisa?
"Sì, non mi sarei mai aspettato che tirassero fuori il coltello per farci del male. Io avevo conosciuto due di quei ragazzi quella stessa sera, prima di andare al parco (Parco Ravizza, ndr). Gli altri del gruppo li hanno raggiunti dopo. Non ho avuto la percezione che fossero pericolosi prima di quel momento, ero tranquillo anche perché non c’erano state reazioni aggressive nell’arco della serata. Istintivamente ho difeso il mio amico, che è stato attaccato per primo mentre stavamo andando via, ma non mi aspettavo certo che mi accoltellassero in più parti del corpo, persino al torace, vicino al cuore. La lama, ho saputo dopo, ha sfiorato l’arteria polmonare destra. Prima hanno spruzzato uno spray che mi ha disorientato. Non potrò mai dimenticare quello che ho provato, mi sono ritrovato a terra in un lago di sangue, quasi morto, e continuavo a ricevere colpi. Fortunatamente i soccorsi sono arrivati in tempo".
L'intervento del Radiomobile dei carabinieri
Quanto tempo è rimasto ricoverato?
"Circa due settimane. Dopo tre, sono tornato a scuola".
Che scuola frequenta?
"Sono al quarto anno del liceo scientifico. Una scuola vicino casa, in provincia di Sondrio".
Quella sera era a Milano per trascorrere la serata con gli amici?
"Sì. Ma ero a Milano già dal pomeriggio (ci vengo ogni settimana) per una registrazione musicale da fare insieme e a un mio amico. Poi sono rimasto in città per la cena e per trascorrere la serata con il mio amico e un altro ragazzo. Siamo andati a mangiare in fast food a Porta Romana e poi in un parco. Quando ci siamo allontanati per andare a casa, la situazione è purtroppo degenerata".
Non aveva mai visto i ragazzi che lo hanno aggredito, prima di quella sera?
"No, mai. Uno di loro era conosciuto da uno dei miei amici, per questo ci siamo ritrovati a contatto tra le postazioni del locale. Quando siamo andati al parco, si sono aggiunti altri giovani".
Ora come sta?
"Bene, sono tornato alla mia vita di sempre, anche se questo episodio sicuramente mi ha trasformato. L’aspetto positivo è rappresentato dalla solidarietà e dall’affetto ricevuti da persone di ogni età. Ho avuto tutto il supporto possibile dai miei genitori, dagli amici, dai familiari... Sono stati loro a infondermi coraggio. Adesso, l’arresto degli aggressori mi rincuora. Il mio desiderio è che non facciano più del male, che trovino la loro strada. Io sto seguendo la mia".
All’orizzonte cosa vede?
"Studio musica, suono il pianoforte, e realizzo musica elettronica. Vorrei che diventasse il mio lavoro e piano piano, ne sono certo, lo diventerà. Io credo molto nel mio sogno. Nello stesso tempo però voglio finire la scuola. Quando sono tornato in classe dopo il ricovero, compagni e professori mi hanno fatto festa. Sono contento che la mia vita sia tornata quella di prima".
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