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‘Grazia’, storia della pattinatrice milanese che gareggiò alle Olimpiadi invernali di Saint Moritz 1948

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27.01.2026

Grazia Barcellona in una coreografia di pattinaggio artistico di cui è stata campionessa italiana, partecipando alle Olimpiadi

Grazia è il nome, vero ma fortemente simbolico, della figlia di Giovanna Boccalini che unisce le Olimpiadi Invernali (6 febbraio 2026) e la Giornata della Memoria (27 gennaio 2026), in chiave milanese (e lodigiana) e, ovviamente, internazionale, in un unico e appassionante racconto che cuce insieme verità e documentazioni storiche con un filo leggero di narrazione romanzata.

Marco Giani, storico dello Sport, e Federica Seneghini, scrittrice e giornalista, dopo il successo di “Giovinette, le calciatrici che sfidarono il duce”, libro e poi spettacolo teatrale che racconta della prima squadra di calcio femminile iscritta al Coni, fondata a Milano nel 1933, e fermata poi dai fascisti, tornano con la stessa formula vincente e con uno spin-off che punta il riflettore su un'altra figura che è emersa indagando la storia delle quattro sorelle Boccalini, lodigiane e calciatrici: Grazia Barcellona, secondogenita di Giovanna.

I due autori del libro Grazia, presentato per la prima volta, ancora fresco di stampa, a Lodi ,domenica 25 gennaio 2026, al Circolo Cerri, l’hanno conosciuta e intervistata nel 2019 (aveva 90 anni, morì pochi mesi dopo), in quanto ultima testimone in vita (ma all'epoca, nel 1933, lei che era nata nel ‘29, aveva 4 anni) dell’impresa calcistica di mamma e zie. Scoprirono dunque, quasi per caso, la vittoriosa carriera di pattinaggio artistico su ghiaccio di Grazia Barcellona, a cui hanno deciso poi, dopo ricerche e approfondimenti, di dare voce con quest'ultimo impegno letterario, edito da Solferino.

Fu Ettore Archinti, scultore, già sindaco di Lodi, molto amico della famiglia Boccalini, che aveva fatto conoscere a Giovanna la Società operaia di molto soccorso di Lodi e i fondamenti del socialismo, un giorno a portare Grazia (la famiglia si era trasferita a Milano) nella grande Pista di pattinaggio ellittica su ghiaccio di via Piranesi, un grosso impianto 1.800 metri quadrati, composto da vetrate e ferro, costruito nel 1923 accanto all'azienda Frigoriferi milanesi che garantiva la refrigerazione, consentendo per la prima volta sia gli allenamenti che le gare di hockey, all'epoca molto seguite, e di pattinaggio artistico tutto l'anno e non solo in inverno nei laghetti ghiacciati........

© Il Giorno