Il testamento di don Mazzi: aveva capito che l’emergenza di questi tempi sono gli adolescenti
La camera ardente di don Antonio Mazzi, allestita nella cascina del Parco Lambro
Per approfondire:
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SeguiciMilano, 2 agosto 2026 – Un paio di sandali, ai piedi del feretro. Un bastone da viandante e la Bibbia aperta sulla Pentecoste. Come un prete di strada. Il corpo di don Antonio Mazzi è avvolto in un lenzuolo, con sopra i nomi degli educatori di Exodus, scritti con i pennarelli colorati.
Una grande foto mostra il sacerdote sorridere e guardare il cielo. Di fianco la scritta: "I sogni sono sempre giovani".
Ci sono famiglie, e anche i ragazzi della comunità. Uno di loro, ora cresciuto, si avvicina al feretro e piange, a lungo. "Mi ha salvato", racconta R. "Mi fa un certo effetto vedere la camera ardente allestita qui".
La casa
Siamo nel Parco Lambro, all’indomani della morte del sacerdote, nella cascina dove ha abitato fino alla fine dei suoi giorni e dove ha sede Fondazione Exodus, vocata al contrasto delle dipendenze. Una grande "arca di Noè", la definiva il suo fondatore.
"Proprio qui", continua R., indicando la sala nella quale in tanti entrano per l’ultimo saluto........
