Michela Cicolari e la terapia della creatività, i colori di Ciko contro il tumore: “La mia sfida silenziosa”
Michela Cicolari, Ciko per tutti, 50 anni di Bellano e alcune delle sue creazioni
Per approfondire:
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Opere dell'artista
Il ruolo dell’arte
Anzi quella compagna, l’arte, ora che non sta bene, è più vicina che mai; insieme alla sue due figlie adolescenti e a suo marito Massimo, le dà la forza di esprimere tutto il suo coraggio, la sua forza, la sua resilienza. Prima un monologo per raccontare di sé e del suo percorso, poi i dipinti coloratissimi in stile pop-up, i vestiti, le parrucche... E ora la Biennale di Sondrio, con due quadri esposti a Palazzo Pretorio per omaggiare il suo lago di Como. “Il 4 febbraio 2025, ricevevo una telefonata che nessuna vorrebbe ricevere – racconta Ciko –. Istologico positivo, tumore al seno HER2 triplo positivo. Ho avuto paura, ma nel profondo stavo già iniziando a cercare i colori per reagire”.
La battaglia
A ogni seduta di chemio, nel suo “kit di sopravvivenza“ composto da cuscino, coperta, grissini, mandorle e qualche wasa, non è mai mancato il tablet. “È la mia finestra sul mondo – spiega Ciko –. Mentre la terapia fa il suo corso io disegno, progetto nuovi lavori, monto video per i social, creo pattern per tessuti”. Nonostante l’intervento subito, l’immunoterapia, l’ormonoterapia e i cicli di radioterapia, l’infedema, la fisioterapia... la strada è ancora lunga. Purtroppo prima di Natale è emersa una nuova ombra e adesso Ciko si sta sottoponendo di nuovo alla chemio. “È una sfida silenziosa e bellissima – confida Ciko –. Da una parte il farmaco che entra nel braccio sinistro, dall’altra la creatività che sgorga dal destro, quello più fragile eppure oggi più potente che mai, tramite cui continuo a creare e esprimere bellezza. La mia arte è lo strumento con cui mantengo la mia quotidianità nonostante le terapie, perché si può continuare a vivere, progettare e sognare mentre si affronta una malattia. La mia storia non la scrive il cancro, la scrivo io”.
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