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Verso l’anno di stop del Besanino, i pendolari bocciano i bus sostitutivi: “Le alternative sono insufficienti”

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24.03.2026

I pendolari sono molto preoccupati per la futura interruzione della linea

Per approfondire:

Articolo: Lo stop del Besanino: "Più alternative per evitare il collasso"Articolo: Il Besanino fermo un anno: "Serve la Seregno-Carnate"

Lesmo (Monza e Brianza) – Il questionario, il tavolo tecnico, il rebus delle soluzioni. Conto alla rovescia per lo stop del Besanino, i Comuni della tratta ferroviaria chiedono alla Regione il potenziamento dei mezzi alternativi. Alle domande dei sindaci (Albiate, Biassono, Besana, Cassano Brianza, Costamasnaga, Lecco, Lesmo, Macherio, Oggiono, Renate, Sovico, Triuggio, Valmadrera, Veduggio con Colzano e Villasanta), tutti quelli coinvolti dalla linea che sarà bloccata per lasciare spazio al cantiere di Pedemontana, hanno risposto 1.400 pendolari. Meno di un quarto è pronto a salire sul bus. “Alternative insufficienti”, questo il responso di chi dovrà trovare una soluzione per raggiunger l’ufficio o l’università tra il 7 settembre 2026 e il 28 agosto 2027.

Besanino

L’incontro e la richiesta di “più opzioni”

Così gli enti locali alla nuova riunione a Palazzo Lombardia con l’assessore Franco Lucente hanno chiesto “più opzioni”. Il Pirellone sta valutando soluzioni per coprire il periodo critico. Le corse ferroviarie tra Lecco e Triuggio rimarranno invariate, mentre da Villasanta a Milano Porta Garibaldi sarà garantito un collegamento con cadenza oraria per l’intera giornata. All’esame altre due ipotesi: bus sostitutivi Triuggio-Arcore, in coincidenza con la linea S8 da e per Milano; bus sostitutivi Triuggio-Villasanta, con fermate a Macherio e Biassono Buttafava, in coincidenza con la S7 da e per Milano. A orientare le scelte ci sono anche i dati dei questionari. Il profilo degli utenti è chiaro: il 60% è rappresentato dai lavoratori e il 40% dagli studenti studenti. Quanto alle intenzioni di spostamento durante lo stop, il 30% chiede l’interscambio a Seregno o ad Arcore, il 24% pullman sostituivi, il 23% altre linee pubbliche, il 15% utilizzerà l’auto.

Le preoccupazioni

“Riconosciamo l’impegno della Regione nell’affrontare una situazione complessa alla ricerca di soluzioni condivise - spiegano i primi cittadini -. Ma durante il confronto sono emerse da parte di diversi amministratori preoccupazioni rispetto ad alcune ipotesi di rimodulazione del servizio, tra cui la possibile riduzione di corse sulla tratta Villasanta-Milano, motivata anche dalla limitata disponibilità di materiale rotabile, legata alla possibilità di utilizzo di convogli solo durante l’interruzione della linea Como-Lecco: un arretramento degli impegni di potenziamento confermati in precedenza”.

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