menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Scontro sull’inquilina sfrattata: “È scampata a un femminicidio”

5 0
08.04.2026

La vicenda nelle case comunali di via Mazzini. Il Sicet protesta: “Una scena da film tra carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco”

Per approfondire:

Articolo: Aiuto alle famiglie a rischio sfratto. Comune in campoArticolo: Femminicidio a Bergamo, la sindaca Elena Carnevali: “Sconfiggere la cultura del possesso”

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Trezzo (Milano) – “Uno sfratto indecente” e una gestione al centro di forti critiche. Messa alla porta una 40enne “con problemi psichici, scampata a un femminicidio”, denuncia il Sicet, sindacato inquilini. Una vicenda che ha per teatro le case comunali di via Mazzini a Trezzo e si snoda su due amministrazioni “cominciata ai tempi della Giunta Centurelli e finita con la Giunta Torri, ma non doveva neanche iniziare”, rincara il referente locale della sigla Gianluigi Colombo. Comincia tutto nel novembre 2023 con la decadenza dell’assegnazione e l’apertura della causa per morosità.

Il punto controverso

Resta un punto controverso: “Non è chiaro se sia stata fatta la verifica tra morosità colpevole o incolpevole prevista dalla normativa regionale”. A settembre 2025 viene concordato con il Comune un piano di rientro del debito con rate mensili da 200 euro. I pagamenti, pur all’inizio in ritardo, vengono poi sostenuti anche dall’associazione Assalam. Intanto, emergono condizioni personali e sanitarie di fragilità. “L’inquilina è seguita da anni dal Centro psico-sociale per disturbi d’ansia e della personalità - racconta Colombo - vive una situazione familiare complessa e, da fine 2025, è senza reddito. A febbraio è stata vittima di una grave aggressione dall’ex convivente, episodio che ha influito sul suo quadro clinico”.

“Nonostante la documentazione sanitaria” e la richiesta di rinvio avanzata dal Sicet il 19 marzo - motivata dall’attesa dell’esito per l’invalidità civile - il Comune decide di procedere. “Scena da film - dice il sindacalista - con imponente dispiegamento di forze: carabinieri, polizia locale, pompieri, sanitari, ufficiale giudiziario, tecnici comunali. Surreale”. La 40enne ha un malore. Dopo una visita, “viene immobilizzata su una barella e portata all’ospedale. Dimessa senza trattamento sanitario obbligatorio, viene ospitata da conoscenti: i due giorni in albergo offerti dal Comune erano inadeguati”. Per il sindacato “è tutto un grave errore. A una situazione già drammatica si è aggiunta l’assenza di stabilità abitativa”. Colombo ha chiesto un incontro all’Amministrazione. “Il rispetto delle norme deve valere per tutti, anche quando urta - spiega il sindaco Diego Torri - la legge ci dice che dobbiamo tutelare patrimonio e inquilini. Lungi da noi l’idea di lasciar indietro qualcuno, la signora può e deve rivolgersi ai Servizi sociali per l’assistenza”.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

CasaFemminicidio


© Il Giorno