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Metalmeccanici della Brianza, sindacato in allarme: “La guerra è come il Covid. Servono misure urgenti”

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05.04.2026

L’allarme del sindacato: “Rischio che la crisi finisca sugli operai”

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Monza, 5 aprile 2026 – La crisi internazionale aggravata dal conflitto in Medio Oriente “presenta il conto ai metalmeccanici in Brianza”. E Fiom-Cgil lancia l’allarme: “Serve un piano straordinario, l’impatto rischia di essere del tutto simile a quello del Covid”, denuncia il segretario provinciale dei metalmeccanici Pietro Occhiuto (nella foto).

“Diverse aziende del settore hanno già fatto ricorso alla cassa integrazione, una scelta obbligata fra le crescenti difficoltà legate all’export e quelle nell’approvvigionamento delle materie prime indispensabili per garantire la continuità produttiva”. In crisi “sono soprattutto le imprese con clienti su mercati extra europei”.

Pietro Occhiuto, segretario provinciale dei metalmeccanici

"Operai a rischio crisi”

Uno scenario “davvero difficile”, spiega Occhiuto, a cui si aggiunge “il nuovo aumento dell’energia, un fattore che colpisce in modo particolarmente duro le piccole e medie aziende, ossatura del sistema industriale locale. Per molte realtà il rischio concreto è quello di non riuscire a reggere l’urto di tutte queste criticità insieme, con inevitabili ripercussioni sui lavoratori”.

Una situazione che ha tutte le caratteristiche per trasformarsi nella tempesta perfetta “come durante l’emergenza sanitaria di sei anni fa. Il timore, ancora una volta, è che il peso della crisi finisca sull’anello più debole della catena: gli operai”.

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Le misure richieste

Per evitare il peggio, il sindacato chiede “l’intervento del Governo e delle istituzioni: devono mettere in campo misure straordinarie in grado di tutelare occupazione e redditi. Servono strumenti concreti per sostenere la continuità produttiva, contenere i costi dell’energia e rafforzare le filiere industriali oggi in difficoltà”.

Un contesto che implica la necessità “di estendere e semplificare lo smart working, utile nelle difficoltà, perché garantisce le attività e allo stesso tempo riduce i costi e tutela salute e sicurezza dei dipendenti”.

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"Pronti alla mobilitazione”

Una soluzione che si inserisce nell’invito “a un intervento urgente a difesa del potere d’acquisto dei salari e delle fasce più fragili, messe a dura prova dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. I più deboli non possono pagare le conseguenze delle tensioni internazionali”.

“Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione, siamo pronti alla mobilitazione – conclude Pietro Occhiuto – in assenza di risposte faremo sentire la nostra voce a difesa del lavoro, dei diritti e del futuro industriale del territorio”.

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