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Assassinato sotto casa, l’addio a Enzo Ambrosino e lo strazio del figlioletto:“Caro papà, proteggi sempre me, mia sorella e la mamma”

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Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso a Induno Olona

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Induno Olona (Varese), 19 aprile 2026 – Si sono tenute ieri mattina, in una chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista colma oltre ogni capienza, le esequie di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso nei giorni scorsi in un episodio che continua a lasciare sgomenta l’intera comunità.

Sul sagrato, fin dalle prime ore, una folla silenziosa ha accompagnato l’arrivo del feretro, mentre molti, soprattutto giovani della stessa età della vittima, sono rimasti all’esterno. A officiare la funzione è stato don Matteo Rivolta, che durante l’omelia ha scelto parole dirette, capaci di attraversare il dolore e la tensione accumulati in questi giorni. Il riferimento alla prima lettura, quella di Caino e Abele, ha guidato l’intera riflessione, trasformandosi in un monito collettivo.

Le parole di don Matteo Rivolta

“Chiediamo perdono per i peccati che Enzo ha commesso in vita”, ha detto il sacerdote, allargando subito lo sguardo: “La preghiera che facciamo per lui la rivolgiamo anche a ciascuno di noi, ai suoi familiari, a chi lo ha conosciuto”. Parole che hanno intercettato un sentimento diffuso, fatto di rabbia e disorientamento.

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Il passaggio più intenso è stato quello dedicato al tema del perdono, pronunciato in un silenzio assoluto: “La vendetta porta solo sangue su sangue. Il perdono non significa dimenticare il torto subito, ma non piegarsi all’odio”. Un richiamo esplicito alla responsabilità individuale e collettiva, in una vicenda che rischia di generare ulteriori tensioni. “Dobbiamo diventare artigiani di pace”, ha aggiunto, invitando ciascuno a interrogarsi sul proprio ruolo.

La folla fuori dalla chiesa di San Giovanni Battista per i funerali di Enzo Ambrosino

“Possiamo essere costruttori di pace "

“Alcuni hanno allargato la catena dell’odio, altri hanno scelto di educare. Possiamo essere costruttori di pace o seminatori di vendetta”. A cerimonia conclusa, a spezzare definitivamente il silenzio è stata la voce più fragile e insieme più potente, quella del figlio di appena nove anni, affidata a una dedica letta davanti ai presenti: “Caro papà Enzo proteggi sempre me, mia sorella e anche la mamma. Saremo sempre una famiglia. Ti voglio bene”.

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Il permesso speciale per il padre

Parole semplici, che hanno attraversato la chiesa e il sagrato, lasciando dietro di sé un dolore ancora più profondo, mentre il feretro veniva accompagnato all’uscita tra gli applausi. Poi all’esterno, davanti al carro funebre, gli amici hanno fatto volare un centinaio di palloncini bianchi mentre la figlia ha salutato gridando al cielo “ciao papà”. Al padre del giovane, in carcere per avere preso parte alla rissa finita nel sangue, concesso un permesso speciale per prendervi parte

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