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L'alternativa alla religione della tecnica (e ai guru)

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04.06.2026

Magnifica Humanitas non è semplicemente un'enciclica sull'intelligenza artificiale. In perfetta continuità, anche simbolica, con la Rerum Novarum di Papa Leone XIII che si trovò ad affrontare l'emersione di un'altra rivoluzione, quella industriale, l'enciclica del pontefice americano indica il magistero e il ruolo di istituzione della persuasione e dell'amore connaturati storicamente alla Chiesa. Il sottotitolo scelto, d'altronde, è evidente scelta di campo, «sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale». Quindi non un orizzonte semplicemente difensivo in campo morale, quanto la richiesta attiva di essere parti consapevoli di un processo che appare quanto di più simile all'atto divino possa darsi: «l'innovazione tecnologica» si legge infatti «può essere, in un certo qual modo, una forma umana di partecipazione all'atto divino della creazione».

Magnifica Humanitas è prima di tutto speleologia del potere: si scava nel profondo delle viscere di un'umanità colta nel rigoglio di forze in parte almeno sconosciute, per darle nuovi paradigmi e nuovi appigli nel mare in burrasca. E c'è del pari una sontuosa iconografia del potere, o se si preferisce una iconografia della funzione del potere: da un lato la tortuosa strada che conduce verso un illusorio cielo, quello della edificazione della torre di Babele, dall'altro la ricerca del senso di comunità topograficamente incasellato nella ricostruzione delle mura di una Gerusalemme in rovine, come si legge nel libro di Neemia.

La continuità, teologica,........

© Il Giornale