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L’unico modo per salutare Enzo Bianchi è ripartire

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06.09.2026

Ero un ragazzino, studente del seminario minore di Ostuni, quando ho conosciuto Enzo Bianchi. Era venuto a inaugurare il monastero che ancora oggi sta lì, nella meravigliosa città bianca. Prima ancora delle sue parole, mi colpì la scelta di quel luogo: la terra rossa che scivola verso il mare, gli ulivi, il silenzio, e dentro quel paesaggio un’esperienza monastica innestata come una talea. Io capivo poco di ciò che diceva, ma capii una cosa sola, e mi è rimasta addosso per sempre: che si poteva desiderare Dio. Enzo Bianchi è morto lo scorso primo settembre, all’ospedale Molinette di Torino, a ottantatré anni. La morte di una persona che stimi ti toglie qualcosa di grande: la possibilità di farle ancora domande, di sentire come suonava la sua voce mentre rispondeva.........

© Il Giornale