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Povera anche la Santa. Il giochetto del garantismo cinico di quelli che ora dicono che non si doveva dimettere

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26.03.2026

Molti dall'opposizione hanno reclamato le dimissioni della ministra Santanchè a ogni passo e per anni. E oggi che le hanno avute, ecco che tirano fuori la teoria del Capro espiatorio, manco fossero andati a prendere appunti ai seminari sull’Anticristo di Peter Thiel

Donzelli: “Santanchè? Non si arriverà alla sfiducia. Arriverà il passo indietro”

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Santanchè, orgoglio e pregiudizio. Le dimissioni della ministra

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Santanchè si è dimessa. La frecciata a Meloni: "Fedina penale immacolata"

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Ora che le teste del governo cadono come uva matura, ora che anche i più nerboruti frontmen del No si sono rilassati in poltrona e concordano, come nulla fosse stato, sulla necessità di una riforma, viene persino facile considerare plausibili certi commenti, tutti garantisti, persino l’onore delle armi, letti a proposito della sempre spregiata “Pitonessa”, la ministra che ha detto “obbedisco”. Poi si può farlo con più eleganza o con pura ipocrisia, dipende dallo stile, ma l’intendimento e l’esito del giochetto di società è lo stesso: usare la testa mozzata di Daniela Santanchè, fingendo di rispettarla, per lanciarla contro Giorgia Meloni. Con più eleganza: la prosa di Francesco Merlo, uno che la definiva un ministro “stile Apocalypse Now” ma che ieri ricamava un puro barocco siciliano. Scriveva Francesco Merlo, nella sua rubrica di lettere per Repubblica: “Diciamo la verità, Daniela Santanchè ha ragione a dire che non c’entra nulla con il referendum perduto”,........

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