Per una storia parallela del cinema
La nascita di “Casablanca”, le dispute sulla protagonista femminile, i dubbi di Bogart. Un caso come tanti che hanno caratterizzato le scelte hollywoodiane, evidenziando clamorosi errori di miopia, scelte fortuite e intuizioni folgoranti
La “fine della fine”, o dello sfruttamento estensivo di storie e personaggi
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Nessuno è perfetto. Tranne qualche battuta nei film
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"Una battaglia dopo l'altra" fa incetta di premi Oscar in un'edizione che è sembrata meno lunga
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Quando arrivò sulla scrivania di Jack Warner, il copione di Everybody comes at Rick non aveva nulla di particolarmente attraente. La commedia, scritta a quattro mani da Murray Burnett and Joan Alison, era stata rifiutata da numerosi impresari teatrali e non c’era un produttore, all’interno della sua major, che ne caldeggiasse l’adattamento cinematografico: il sottofondo politico era considerato a rischio per l’incertezza della guerra in corso e noioso per un pubblico in cerca di emozioni escapiste. Per non parlare dell’ambientazione nordafricana, che ignorava i paesaggi esotici a favore dell’approfondimento delle psicologie dei personaggi. Fu proprio questo elemento che invece convinse il mogul, che intravide in questa storia, ambientata in un locale notturno del Marocco, una storia d’amore struggente e incompiuta nella quale si potevano identificare gli spettatori di ogni parte del mondo. Acquistò il testo teatrale per ventimila dollari, commissionò una sceneggiatura ai fratelli Julius e Philip Epstein, affidò la produzione a Hall B. Wallis, chiedendo che venisse eseguita la canzone As time goes by e di cambiare il titolo in Casablanca. Aveva idee chiarissime sul cast: Rick non poteva essere che Ronald Reagan, mentre il ruolo della protagonista femminile era perfetto per Ann Sheridan. Wallis non era convinto della scelta maschile, e caldeggiò invece George Raft, noto soprattutto per il suo rapporto con Owney Madden, il proprietario del Cotton Club, dove era l’unico bianco a esibirsi come ballerino. Raft non aveva mai nascosto le sue amicizie con i gangster, anzi se ne vantava, e come Warner identificava il timore con il rispetto.
Il mogul si lasciò convincere dal suo produttore, ma Raft non ne volle sapere perché a suo modo di vedere Rick aveva un cuore troppo tenero, e quando Wallis tentò di spiegargli che era il vincitore morale della vicenda, rispose con crudo gergo gangsteristico “he doesn’t get the girl”. Il produttore ritornò immediatamente da Reagan, il quale, offeso che avessero preferito un gangster, rispose sdegnosamente che ormai aveva accettato il ruolo da protagonista di Million Dollar Baby. Il film sembrava sul punto di essere accantonato quando Warner decise di offrire il ruolo di Rick alla star emergente che aveva sostituito Raft in occasione di un analogo rifiuto per Il mistero del falco di John Huston. Humphrey Bogart comprese immediatamente che il ruolo si sposava perfettamente alla sua immagine disincantata e romantica, ma la produzione venne rinviata quando i fratelli Epstein consegnarono un copione che prevedeva una protagonista femminile non americana. Scartata Ann Sheridan dopo un provino in cui tentò di recitare con un grottesco accento straniero, la scelta cadde su Hedy Lamarr e poi su Michele Morgan, fin quando Warner incontrò a un party una splendida attrice svedese reduce da un successo internazionale con Intermezzo che aveva appena girato con........
