Secondo il presidente del comitato per il Sì, la campagna dell'Anm per il No al referendum diffonde falsità e turba l’ordine pubblico. L’ira del sindacato
Come già anticipato, oggi al Partito radicale si è tenuta una conferenza stampa per illustrare la denuncia presentata dal presidente onorario del comitato “Pannella Sciascia Tortora per il Sì alla separazione delle carriere”, Giorgio Spangher, contro il Comitato “Giusto dire No” dell’Anm per l’ormai “famigerato” messaggio diffuso nelle grandi stazioni: “Vorresti giudici che dipendono della politica? No”.
Obiettivo? Alzare un polverone sulle «balle» dell’Anm e mettere alla prova la Procura di Roma: magistrati per la maggior parte iscritti all’Anm che adesso saranno chiamati a valutare una campagna comunicativa della stessa Associazione magistrati. Secondo Spangher e il Comitato da lui presieduto, assistiti dall’avvocato Fabio Federico, si profilerebbe il reato previsto dall’articolo 656 del codice penale (“Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”). Proprio Federico ha detto: «Se i magistrati vogliono fare politica, si dimettano e vengano a fare politica. Ma fino ad allora non possono, dato il loro ruolo istituzionale, veicolare simili falsità». Mentre Spangher ha aggiunto: «Con una falsa notizia si è voluto, da parte di Anm, alterare un confronto sereno. Noto che nell’Anm c’è stato uno spostamento da una modalità moderata, quasi evanescente di Cesare Parodi e Claudio Galoppi, a quella massimalista di Rocco Maruotti e Ciccio Zaccaro». Ha poi voluto precisare: «Nessuno vuole censurare qualcuno. Io........
