menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Uffici del Ministro da tempo al lavoro sulla legge che dovrà attuare la "separazione": il nodo delle norme per rimediare a possibili rinunce dei sorteggiati

12 2
30.01.2026

Ci sono molti fronti aperti, fra Carlo Nordio e l’Anm. Ma uno forse è sottovalutato. Riguarda la legge attuativa della riforma costituzionale. Come ormai noto, il nuovo articolo 104 disegnato dal guardasigilli prevede che le “procedure” per la composizione dei due eventuali futuri Csm andranno appunto definite “dalla legge”.

Una disciplina che integrerà, e per molti aspetti dovrà sostituire, la 195 del 1958: è quel provvedimento istitutivo a regolare, ancora oggi, l’organo di governo della magistratura. Che intanto, qualora il referendum confermasse la riforma Nordio, si sdoppierebbe. E che, soprattutto, sarà composto da consiglieri estratti a sorte, oltre che dal Presidente della Repubblica e dai vertici di Cassazione e Procura generale.

Ed è proprio sul famigerato (dal punto di vista delle correnti Anm) sorteggio dei togati che incombono le incognite maggiori. Su tali aspetti, il guardasigilli e la stessa premier Giorgia Meloni hanno assicurato al presidente dell’Associazione magistrati Cesare Parodi che il governo ascolterà con attenzione le osservazioni della magistratura (sempre che la riforma ottenga il sigillo degli elettori).

Ma visto che i tempi stringono, e l’attuale Csm unico andrà in ogni caso in scadenza fra un anno esatto, l’Ufficio legislativo di via Arenula è già al lavoro sulle bozze della legge applicativa, che andranno poi sottoposte alla magistratura e agli avvocati. Ci si porta avanti per guadagnare quanto più tempo possibile ed evitare la beffa, esplicitamente contemplata dalla legge costituzionale di........

© Il Dubbio