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Cipriani svela il suo Due Mondi: "Grande apertura con la lirica e debutti in esclusiva per 5 mesi"

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04.02.2026

Spoleto riparte dalle radici, ma guarda dritto al futuro. E lo fa da Roma, in uno dei luoghi più istituzionali possibili, il Senato, dove lunedì scorso, nella sala convegni di palazzo Madama, l'associazione Spoleto Festival Friends ha riunito soci, sostenitori e ospiti per una serata dedicata al Festival dei Due Mondi e al suo nuovo corso artistico, affidato a Daniele Cipriani. Un evento denso, partecipato, che è stato soprattutto l'occasione per ascoltare le anticipazioni più significative della prossima edizione del Festival. Non semplici suggestioni, ma una mappa precisa di scelte, indirizzi e visione. Una visione che dà spazio ai giovani e a tutte le arti.

Daniele Cipriani - che l'estate scorsa è stato nominato nuovo direttore artistico del Due Mondi dal ministro della Cultura Alessandro Giuli - ha indicato una parola chiave per la sua prima edizione: radici. «È dal pieno rispetto della storia del Festival, della città di Spoleto e della figura di Gian Carlo Menotti che voglio ripartire» - ha spiegato -. Radici non significa guardare indietro, ma sapere da dove si viene per poter guardare lontano, soprattutto verso le nuove generazioni.

Il Festival 2026 si aprirà, quindi, con una vera opera lirica, con allestimento scenico completo e un regista di calibro internazionale. Non un’operazione simbolica, ma una scelta identitaria.

“Quando parlo di opera lirica – ha chiarito – intendo un’opera vera, con scena, orchestra e regìa internazionale. E il concerto finale, lo dico subito, non si tocca: le........

© Il Corriere dell'Umbria