16 gennaio
Oggi, ma nel 1900, a Verona, al ponte in ferro dedicato alla memoria di Giuseppe Garibaldi, sulla sponda destra del fiume Adige, veniva rinvenuto dalle lavandaie Luigia e Maria l’involto di stracci legati con lo spago contenente i resti del cadavere smembrato con la scure di Isolina Canuti, infermiera di 19 anni, scomparsa da casa il 5 gennaio precedente. Ma mancava la testa. La vittima, che verrà identificata soprattutto grazie ad un tovagliolo e ai vestiti, era da tre mesi legata sentimentalmente a Carlo Trivulzio, di 25, rampollo di una nobile e facoltosa casata di Udine, in servizio come tenente del VI° battaglione alpini, dimorante a pensione in una stanza limitrofa all’abitazione di via Cavour 25 dell’operaio Felice Canuti, padre vedovo della malcapitata. Isolina fungeva da madre per i fratelli minori: Viscardo, di 12,........
