La demagogia sui migranti e la repressione dei minori minano la nostra sicurezza
L’unico obiettivo perseguito dal governo con determinazione e coerenza, in mezzo a mille problemi reali (lavorativi, economici, ambientali) abbandonati a sé stessi, è il controllo delle istituzioni, dell’informazione, della cultura e dei cittadini, a partire dai minori. In questo contesto il controllo dei migranti è una finzione strumentale psicologicamente efficace. L’Italia non è alle prese con un’emergenza legata alla migrazione e gli arrivi sono nettamente diminuiti. I migranti nel nostro paese non sono un pericolo per la sicurezza se non nei limiti tuttora fisiologici di comportamenti violenti dovuti al loro reclutamento da reti criminali e a sofferenze psichiche gravi abbandonate a sé stesse.
Dei migranti il governo ignora tutto, poiché non ha alcuna intenzione di inserirli in modo costruttivo nella nostra vita. Li tratta come corpo estraneo da isolare e ghettizzare depotenziando le strutture funzionali al loro sostegno. Li considera come male necessario, forza lavoro da usare e da cui, al tempo stesso, difendersi. Alimenta in essi la paura dell’esclusione e del rigetto e negli indigeni la paranoia nei loro confronti. Incentiva in entrambi uno stato d’allerta permanente e un senso di incertezza e di insicurezza.
Il caso di Ceuta, usato come pretesto per sospendere l’applicazione degli accordi di Schengen nei confronti della Spagna, ha reso più evidente la volontà di portare il nostro paese sulla strada del sovranismo nazionalista e dell’autoritarismo. Si butta benzina sul fuoco dei nazionalismi europei e si promuove la disgregazione dell’Europa che avrebbe conseguenze catastrofiche. L’autoritarismo sovranista va........
