menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Seppelliti sotto le risate dei meme, la comicità ha ancora una chance?

35 0
17.02.2026

“Sarebbe estremamente interessante scrivere la storia della risata” scriveva il grande critico russo Michail Bachtin (citando  Aleksandr Herzen) in apertura del suo “Rabelais e la cultura popolare”. Senza contare la leggenda del “secondo libro” della “Poetica” sul riso - inventata da Umberto Eco - resta da sempre l’ambivalenza del comico: come il carnevale, da un lato istituzione collettiva, ma regolata, e al tempo stesso evento di disordine e ribaltamento o parodia di quelle stesse autorità che lo avevano istituito o tollerato.

Il ‘900 è forse il secolo in cui la risata ha raggiunto il suo apice, si è diffuso con il progresso di massa delle libertà,  con media analogici elettrici (cinema, poi la tv), ma con l’era digitale sta creando novità ambigue. Non solo il web e soprattutto i social sono solo invasi da migliaia di prodotti “da ridere”, ma si assiste a una dominanza di quell’emblema che non è solo un gadget della cultura digitale ma un seme generativo: il meme. Si assiste a una  “memizzazione” di tutta la comunicazione, soprattutto politica e questo linguaggio di eccitazione emotiva attraverso l’umorismo è diventato una delle forme di consenso del potere (vedi “La politica pop online” di G. Mazzoleni e R. Bracciale, Mulino) ed è curioso che da un lato si........

© HuffPost