Il programma di governo diventato un optional
Diciamoci la verità. Il programma di governo, quello che un tempo si chiamava “progetto di società”, è diventato una sorta di orpello, un puro ornamento, un tassello di cui si può tranquillamente fare a meno. È persino inutile ricordarlo dopo aver sentito in questi ultimi giorni l’uno-due dei capi della coalizione di sinistra, il cosiddetto ‘campo largo”. Ovvero la segretaria del Pd Elly Schlein e il capo indiscusso ed indiscutibile dei 5 stelle Giuseppe Conte. Su uno dei temi decisivi, se non il vero tema della prossima legislatura, ovvero la politica estera, parlano come l’alfa e l’omega.
Il “testardamente unitario”, giustamente e ripetutamente rivendicato da Schlein, si ferma di fronte alla necessità di costruire un percorso comune sulle linee di fondo che dovrebbero caratterizzare una alleanza. Oltretutto che si candida a a governare un paese come l’Italia. Ma, oltre alla politica estera, non mancano profondissime differenze anche sul terreno economico e sociale dove si confrontano........
